Pubblicato da: chinonrisica | 22 gennaio 2018

Io vorrei….

Ottobre 2012. Un ciclone si abbatte su di noi, allora ancora famiglia. In pochi giorni scopro la fragilità delle mie certezze e trovo pace solo in un banchetto della chiesa di S. Giuseppe, quando non c’è messa e il grande crocifisso mi guarda da lontano, nel silenzio delle navate vuote.

Poi decido di partecipare ad una funzione, perchè lì, in quello spazio mi sento accolta e meno disperata. Questa canzone mi accoglie e le parole mi commuovono nel profondo: la pace della sera mi ricorda ( anche ora) la luce accesa nella mansarda. Una luce che vedevo da lontano e che mi diceva che i miei ragazzi erano a casa. La stessa pace della sera mi sembrava una chimera lontana, nella tribolazione di quelle settimane difficili, a cui davvero mi chiedo come abbiamo potuto sopravvivere.

Ancora adesso le parole di questo canto mi scuotono nel profondo. Credo di non averlo mai detto a nessuno. Nemmeno oggi, che so quanto precari possano essere i nostri giorni. Nemmeno ai miei ragazzi, che sono, ora,  davvero lontani da me e da quella luce in mansarda.

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