Pubblicato da: chinonrisica | 3 gennaio 2018

Se 2 centesimi vi sembran pochi…..

C’è chi pesa le arance singolarmente, per evitare il costo del sacchetto

Sacchetti per la frutta e la verdura a pagamento: il primo regalo del 2018.

I consumatori dovranno utilizzare esclusivamente i sacchetti messi a disposizione dal supermercato, non potranno riutilizzarli nei giorni successivi e,  come ho trovato scritto presso il reparto ortofrutta del mio supermercato, dovranno utilizzare un sacchetto per ogni articolo.

Considerando che solo in alcuni casi sarà possibile etichettare direttamente il prodotto e che non si potrà utilizzare un contenitore personale, si tratta di un balzello odioso -l’ennesimo – e subdolo. Per la quasi totale ineludibilità ricorda quella tassa sul macinato, che scatenò rivolte popolari in tutta Italia. E’ inoltre curioso che si voglia far passare questo provvedimento come utile per l’ambiente: Come riutilizzeremo per i rifiuti  domestici un sacchetto biodegradabile etichettato con carta adesiva inchiostrata? Forse si crede possibile eliminare l’etichetta senza rompere il sacchetto? E’ evidente che pur di non sborsare ancora, gli Italiani acquisteranno molto più cibo già impacchettato, con aumento di pellicola trasparente e polistirolo da smaltire.  E con lo spreco legato all’impossibilità di dosare il necessario.

Chissà se la notizia che impazza sui social, secondo la quale sarebbe un’imprenditrice amica di Matteo Renzi a produrre l’80% del materiale biodegradabile con cui sono prodotti i sacchetti, è solo l’ennesima bufala. E chissà se nel resto d’Europa esiste già quest’obbligo. In attesa di risposte, assistiamo al patetico tentativo degli stessi amministratori  che hanno trasformato le città in discariche, i marciapiedi in tappeti di mozziconi e i parchi in latrine, di passare per amici dell’ambiente. Il tutto a poche settimane dalle elezioni. Anche le formiche nel loro piccolo…

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Responses

  1. Ma qual’é il problema? Il divieto di utilizzare sacchetti portati da casa, o riutilizzare i giá acquistati, non esiste e, se esiste, basta cambiare supermercato. La norma, infatti, non impone tale obbligo.
    La tassa sul macinato non c’entra proprio nulla, e le nominata rivoluzione sarebbe una barzelletta, per tanti motivi.
    E poi: il fatto di utilizzare, quale cavallo di battaglia, una probabile bufala del “Giornale”, mi sembra poco lungimirante e fuori tema.
    Infine, non sono gli amministratori che rendono le nostre città una pattumiera, ma i molti che utilizzano i marciapiedi per buttare carte mozziconi e quant’altro. Il problema è l’educazione civica di alcuni amministrati. Se questi utilizzassero gli appositi cestini il problema non esisterebbe.
    Da ultimo: le questioni della legge di bilancio (attuale e di quelle passate) che destano preoccupazioni sono altre, non certo la norma sui sacchetti bio.

    • Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire….I pochi centesimi del sacchetto sono solo la punta dell’iceberg di un’insoddisfazione profonda, in un Paese vessato da una pressione fiscale eccessiva. Inoltre, come ho letto anche oggi sul quotidiano L’Adige, mi pare davvero indecente prendere in giro i cittadini parlando di tutela dell’ambiente: i sacchetti vanno smaltiti nella plastica perchè la loro biodegradabilità è diversa da quella dei sacchetti per l’umido già in uso! L’educazione ambientale si fa incentivando i sacchetti di carta, le borse di stoffa riutilizzabili ed anche applicando i regolamenti comunali che , almeno a Trento, vietano di gettare a terra mozziconi ( certo non biodegradabili), di urinare nello spazio cittadino, di usare le cavità degli alberi dei parchi come deposito per bottiglie, fazzoletti di carta o imballaggi di cibo.
      Invece pare che si preferisca spremere all’osso i consumatori, ormai suscettibili anche ai pochi centesimi in più, estorti in virtù di una norma approvata in agosto( periodo notoriamente adatto alle imboscate legislative!).
      Quanto alle notizie a suo dire tratte da Il Giornale, la invito a documentarsi meglio su IL Fatto Quotidiano di ieri, 3 gennaio 2018, pagina 19. In ogni caso la formula dubitativa nel post era sincera….Lo è anche il suo ” benaltrismo”?

  2. …si incazzano! questa norma è una beneamata cavolata, in quanto chi sprecava sacchetti prima lo farà ancora, incurante dei 2 ct…comunque io tenterò di riutilizzarli, apponendo le etichette sopra le altre


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