Pubblicato da: chinonrisica | 11 febbraio 2016

Sanifonds

Un fantasma si aggira fra i dipendenti pubblici in Trentino: Sanifonds.

Pochissimi sanno che cosa sia e persino che ci sia. Eppure tutto il  “ personale della Provincia autonoma di Trento, degli enti strumentali della Provincia, dei Comuni, delle Comunità e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona, appartenenti ai vari comparti di contrattazione (Comparto Autonomie locali, Comparto Scuola, Comparto Sanità, Comparto Ricerca),” dovrà assoggettarsi all’  ” obbligatorietà dell’iscrizione ……. al Fondo Integrativo “Sanifonds Trentino”;
Così recita testualmente la delibera n.2693 del 2013.
Una spesa di otre 5 milioni di euro erogati dalla PAT ( cioè da tutti noi) per assistenza sanitaria integrativa,e anche, citando la precedente delibera,  per ” 1,75 milioni di euro a carico del personale (36.000 beneficiari stimati)” .
Premesso che non sono chiari i servizi sanitari integrativi garantiti dal neonato Sanifonds, non sarebbe stato un bene informare gli interessati delle possibilità offerte dal nuovo organismo? E perchè destinare risorse pubbliche ( 128 euro per ogni dipendente) a realizzare servizi sanitari integrativi privati mentre si tagliano risorse al servizio sanitario pubblico, tanto che, dai dati emessi dalla stessa Azienda sanitaria, il 17% dei trentini ricorre a visite e ricoveri fuori provincia e il 35% dei cittadini è deluso dai tempi di attesa?
Se il problema della sanità trentina è quello dei costi, perchè distrarre da un settore in sofferenza risorse necessarie a garantire una maggiore efficienza e soddisfazione degli  utenti? E perchè i destinatari di tanta generosità sono stati tenuti all’oscuro di ogni dettaglio, privati della possibilità di avere piena consapevolezza dei vantaggi ( o degli svantaggi) di questa modalità di gestione del denaro dei contribuenti?  
Norberto Bobbio sosteneva che ” quando non si vede bene cosa c’è davanti, viene spontaneo chiedersi cosa c’è dietro“
Sarebbe interessante sapere a quanto ammontano i costi di gestione del fondo, ricco di 8 consiglieri di amministrazione, 16 componenti dell’assemblea dei delegati, 4 membri del collegio sindacale. 
E perchè, se l’intento era davvero solo quello di ampliare i servizi a vantaggio dei cittadini, non consentire a ciascun beneficiario di scegliere l’assicurazione sanitaria più idonea alle proprie esigenze, mettendo a disposizione dei singoli fondi vincolati allo scopo e risvegliando nel contempo una sana concorrenza, tipica di quel privato che si vuole sollecitare? 
Un incontro pubblico risolutore avrebbe consentito a tutti di acquisire notizie, rinsaldando convinzioni , chiarendo dubbi e perplessità.
Ma è stata un’occasione persa, forse perchè le elezioni sono ancora lontane.
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