Pubblicato da: chinonrisica | 26 giugno 2014

44 anni fa, S.Vigilio……

Oggi a Trento si festeggia S.Vigilio, il santo patrono.

Ogni anno il mio ricordo va ad un antico S.Vigilio, quello di 44 anni fa.

Ero arrivata a Trento il giorno prima, lasciandomi alle spalle il mare azzurrissimo di Nervi. Una stazionicina e alcuni amici venuti a salutare una tredicenne con i capelli lunghi, il sole di giugno che brillava sui pitosfori e la consapevolezza che non sarei scesa in spiaggia quel giorno.

Si partiva e lasciavo la casa affacciata sul mare e sulla via Murcarolo. Ero convinta che sarei tornata presto , così mi avevano detto i miei genitori. Ma loro sapevano che così non sarebbe stato e per quell’ingenua  bugia non riesco a perdonarli nemmeno ora.

Un viaggio lungo, poi l’arrivo a Trento in un  tardo pomeriggio luminoso. Le montagne incombenti e straniere, le vie tutte da scoprire( ricordo ancora di essermi chiesta con curiosità dove sarebbe sbucata una strada che allora mi parve stretta e tortuosa e che oggi percorro spesso. Ogni volta la vedo con gli occhi di allora…..)

Una nuova casa e una nuova città. Il risveglio del giorno dopo con l’amara sorpresa dei negozi tutti chiusi per la giornata di festa e dell’impossibilità di fare la spesa.

La Trento del 1970 non era quella di oggi: pochi negozi, con chiusure rigorose e una popolazione diffidente verso quella famiglia, nuova ed abbronzata, che cercava qualcosa per la colazione.

Ricordo l’amarezza di mia madre, abituata all’apertura ininterrotta dei negozi della riviera, e lo smarrimento della giornata festiva e solitaria, in una città deserta  dal cielo fosco per uno dei tanti temporali estivi con i quali non avevo familiarità.

L’inizio di un percorso: nuovi amici, nuova scuola ( e l’arrivo di Cinzia a consolare la mia solitudine), nuove abitudini.

Spesso sogno la mia vita di allora,a Nervi, con i luoghi che mi erano cari, come se il tempo non fosse passato. Una tredicenne di 57 anni che ad ogni S.Vigilio rivive quel distacco e quell’approccio.

E che lo racconta al blog, prima che i fuochi d’artificio serali portino via l’ultima festa dell’estate di Trento.

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Responses

  1. Ho letto anche questa pagina del blog, stavolta con emozioni condivise e sensazioni che prova solo chi ha già vissuto esperienze simili…lasciare quel sapore di mare e quella luce così calda del Sud e ritrovarsi a vivere all’ombra delle montagne, certo lascia tracce indelebili nei nostri animi…e che coraggio straordinario, che forza surreale deve supportare decisioni di questo tipo? Sempre mi emoziono a leggere racconti di gente che lascia la propria terra per scoprirne una nuova, che poi ti accoglie, ti fa crescere, ti tratta bene…ma il segno dell’abbandono resta sempre indelebile in chi parte sapendo che non tornerà là dove è nato.
    Grazie Giovanna.

    Pina

  2. E’ uno dei post più belli. Sentito, malinconico, evocativo.


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