Pubblicato da: chinonrisica | 28 febbraio 2014

I soldi dell’ “Autonomia”

Con quali occhi leggono le cifre vergognose assegnate a vario titolo ai consiglieri provinciali e regionali i giovani inoccupati, gli inquilini ITEA con canoni di locazione decuplicati, i neo- professionisti che non hanno denaro sufficiente per mantenere un piccolo studio, gli imprenditori in affanno e i dipendenti pubblici a stipendio bloccato da anni?

Somme da capogiro a vantaggio degli stessi personaggi che hanno amplificato il danno a carico dei contribuenti con le decine di Consigli di Amministrazione in cui collocare gli amici, con le Accademie, gli Enti di ricerca e le Agenzie con cui eludere le assunzioni per concorso ( troppo democratiche) e favorire i rampolli di quella che definire casta è ormai improprio. Si tratta infatti di un’orda. Insaziabile, vorace, iniqua.

Uno sciame di cavallette che ha banchettato e sta banchettando con quel che resta della credibilità della politica. E dell’autonomia virtuosa!
I tagli annunciati nel 2012 con grande eco mediatica sono destinati a restare lettera morta perchè :
  • per i nuovi consiglieri il trattamento pensionistico graverà in buona parte sul bilancio del Consiglio( 24,2% sul 33% previsto per legge), mentre la vecchia norma del 1995 faceva gravare l’intero 30% sul consigliere ( articolo 7 commi 4 e 5  L.R. 6/2012 e art.4 comma 6 L.R.2/1995).Risultato:una indennità un po’  minore oggi ma un trattamento pensionistico in gran parte “regalato” domani;
  • la diaria, che si dava per abolita, ritorna, sia pure ridotta, frammentata in due voci sotto forma di rimborso spese ed è ancora esentasse( art.3 LR 6/2012).
Chissà che avrebbe detto De Gasperi, lui che invitava le Autonomie ad essere virtuose e a costare meno rispetto allo Stato!
Autonomie che, cifre alla mano, somigliano molto a quel territorio italiano tanto spesso vituperato. Persino da chi, con più di un milione di euro in tasca, reclama l’autodeterminazione.
Ricordo che nel 2012 CORE Trentino Alto Adige raccolse 40000 firme per abrogare indennità e  diaria. Un referendum regionale vanificato dall’interpretazione del termine “anno”( anno solare e non anno di 365 giorni!) da parte della Corte d’Appello di Trento, ufficio centrale per il referendum. Analoga triste sorte ha subito, nel novembre scorso, il referendum proposto a livello nazionale da un comitato che aveva raccolto firme per abrogare la diaria dei parlamentari: bocciato dalla Corte di Cassazione, ufficio centrale per i referendum.
Parlare oggi di diritti acquisiti è gettare benzina sul fuoco.
L’invito ai Paperoni locali, che comprendono anche i “poveri” ex consiglieri, appena congedati con 280000 euro a testa e magari in attesa di collocazioni europee o di presidenze di s.p.a. pubbliche, è quello di protestare meno per quanto ormai tutti sanno. Se si tratta di somme congrue e adeguate al ruolo, perchè non renderle pubbliche senza bisogno di interrogazioni? E magari di valutare i risultati del loro agire politico. Davvero credono di aver meritato quanto ricevuto? Di avere arricchito il territorio e i Trentini con la loro straordinaria abilità? Se così fosse avremmo un  PIL analogo a quello del Brunei e non un’invasione di livelli di governo senza paragoni in Europa. In molti hanno capito che di politica si vive, fra incarichi, portaborse, consulenze, contributi. E in troppi difendono queste posizioni.
E magari, proprio volendo esagerare, aggiungo l’invito alla lettura di una bella sequenza di articoli della Costituzione: dall’eguaglianza dei cittadini ai doveri di solidarietà, fino all’obbligo delle assunzioni per concorso.
Sarebbe opportuno, invece delle evocate leggi retroattive, gravate dal sospetto del solito effetto annuncio, utilizzare la delega fiscale nuova di zecca per imporre una tassazione ad hoc. E rendere pubblici i nomi di coloro che faranno ricorso contro questa decisione.
Infine, con grande amarezza,  mi sono convinta che il danno più grande non sia  quello di aver incassato somme oltraggiose in momenti tanto grami: depauperare la  già scarsa fiducia dei cittadini nella politica è, se possibile, anche peggio.
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Responses

  1. L’ha ribloggato su ilblogdive ha commentato:
    Davvero… Chissà De Gasperi cosa direbbe!

    • Diventerebbe un guerrigliero…..


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