Pubblicato da: chinonrisica | 20 ottobre 2013

R…come Rabbia e Rassegnazione

Le elezioni del prossimo 27 ottobre saranno tra quelle che vedranno il maggior numero di astenuti dal voto.
Qualcuno dice che l’astensionismo è tipico delle democrazie mature. Io penso che sia invece sintomo di quelle marce, in odore di regime.
Un popolo attento alle proprie sorti partecipa alle decisioni che riguardano la vita del Paese; la formazione umana e culturale, attraverso la scuola, esiste appositamente per prepararci ad essere protagonisti
L’Italia è stata sempre attiva nell’esercitare il diritto di voto. Dal 1948 al 1976 i votanti sono stati circa il 92% mentre, dopo il 1976, l’astensionismo è andato crescendo fino a toccare, nelle ultime elezioni politiche, il 25% degli elettori.

Qualcuno ritiene che la responsabilità sia della legge elettorale, che impedisce di scegliere i propri candidati. Ma anche in precedenza i votanti calavano ad ogni tornata elettorale e le preferenze si sono spesso prestate a clientelismi e abusi.
La legge elettorale, pur orribile e da cambiare al più presto, a mio avviso è solo un alibi.
Il voto, oggi, è infatti visto come un esame fastidioso per chi ha ormai identificato la politica come un mestiere a cui dedicarsi a tempo pieno.
Meglio quindi che gli elettori non pensino troppo, non si facciano troppe domande e, al limite, nemmeno votino. Ad esercitare il diritto/dovere di scegliere possono essere solo pochi fedelissimi addomesticati dai contributi, dai favori, dalla riconoscenza. Per gli altri è meglio soprassedere, come direbbe Totò.
Certo, esistono dei cittadini “arrabbiati”: disoccupati, tartassati, vessati dalla burocrazia, costretti a diventare razzisti per la necessità di contendere con altri cittadini le risorse scarsissime dedicate allo stato sociale. Persone che è facile etichettare come appartenenti all’ “antipolitica”. Elettori, questi ultimi, che sono tentati dall’ascoltare qualunque personaggio faccia loro credere di poter sul serio cambiare le cose.
E poi esistono coloro che si rassegnano a considerare la politica come il regno del nulla: dell’incapacità, della malafede e dell’interesse personale.
Quanti ne ho incontrati, in questi anni! Ed ogni volta mi sono sentita colpevole di avere alimentato il convincimento che davvero la politica fosse un comodo rifugio per nullafacenti.
La rabbia e la rassegnazione sono il frutto malato dell’inefficacia dell’azione politica, in Italia e anche in Trentino. Una politica che ha lasciato spazio alla burocrazia più immobile e autoreferenziale, pur di potersi trastullare nelle non-decisioni ha prodotto conseguenze negative di cui tutti paghiamo le conseguenze.
Il Trentino spicca per il numero di istituti di rappresentanza democratica , nel 2010 scrivevo: “ Solo a Trento ci sono 12 circoscrizioni, con 12 presidenti ed un numero variabile di consiglieri( da 9 a 19) , un Consiglio Comunale formato da 50 consiglieri ed una giunta composta da 8 assessori.
Le Comunità di Valle saranno 16, sostituiranno 11 comprensori, avranno assemblee affollate : da un minimo di 8 ad un massimo di 98 componenti. Ad essi si aggiungeranno organi esecutivi ( in sostanza vere e proprie giunte)con un minimo i 3 ed un massimo di 7 componenti. Naturalmente per ciascuna delle 16 Comunità.
Ci saranno, è ovvio,16 presidenti e 16 vicepresidenti ( non più 11 presidenti ed 11 vicepresidenti, come nei vecchi comprensori). Ed avranno indennità di 2891 euro mensili i primi e 1156 i secondi. In aggiunta, naturalmente, ai gettoni di presenza per ogni consigliere……”https://chinonrisica.wordpress.com/2010/10/22/costose-comunita/
L’abbondanza di eletti ( spesso in votazioni a cui non partecipava nemmeno il 50% degli elettori), non è servita a rendere i Trentini meno rassegnati o meno arrabbiati:uguale astensionismo per un numero più elevato di elezioni, rappresentanti, indennità, gettoni di presenza e società suddite del potere politico.
Mentre ci si affanna a chiedere fiducia agli elettori, sarebbe bene avere memoria di tutte le volte in cui il messaggio della politica è stato contraddittorio: “ vota per me stavolta, ma non votare, poi, quando il tuo voto potrebbe abrogare le leggi di cui sono responsabile.Vota per me, ma poi non pretendere che io riconosca dignità al tuo ruolo di rappresentato ascoltandoti o ricevendoti con semplicità.”
Rabbia e rassegnazione sono figlie dei messaggi schizofrenici di coloro che alla politica chiedono prestigio, senza avere merito e indennità senza fare fatica Mentre alla politica – e a tutti noi- restituiscono chiacchiere senza sostanza.

Annunci

Responses

  1. […] R….come Rabbia e Rassegnazione https://chinonrisica.wordpress.com/2013/10/20/r-come-rabbia-e-rassegnazione/ […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: