Pubblicato da: chinonrisica | 16 ottobre 2013

P….come pesticidi

Una mela al giorno toglie il medico di torno? Secondo il rapporto di Legambiente sui pesticidi non è così.
http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pesticidi_nel_piatto_2012.pdf
Non è così in molte parti d’Italia, ma soprattutto in Trentino Alto Adige.
La produzione di mele nella nostra Regione raggiunge il 70% del totale nazionale. In Trentino, in particolare il fatturato raggiunge i 175 milioni di euro di cui il 70% rimane nel territorio provinciale.Tutto bene quindi? Non proprio visto che nei dati di Legambiente, tratti dalle relazioni annuali, si osserva invariabilmente che le mele con più residui sono quelle di Bolzano e di Trento, dove si pratica la melicoltura più intensiva, più spinta.
Ma questa semplice realtà viene smentita e negata. Un intervento di Lorenzo Dellai interrompe una puntata di Porta a Porta in cui un pediatra veronese si” permette di insinuare” il massiccio uso di pesticidi nella valle trentina a maggior vocazione produttiva di mele, la Valle di Non.
La relazione tra pesticidi e leucemie infantili viene evidenziata da Leonardo Pinelli e subito,il superpresidente trentino interviene e dichiara che le mele trentine scoppiano….di salute. Anche le autorità sanitarie rassicurano i consumatori: assessore alla sanità e media locali sono unanimi nel dichiarare che l’agricoltura trentina, e le mele in particolare, sono prive di agenti pericolosi, perchè i fitofarmaci ( fungicidi, diserbanti etc) utilizzati non sono nocivi e comunque sarebbe in aumento il ricorso all’agricoltura biologica.

Le affermazioni dei produttori e dei politici trentini sono facilmente smentite dai dati Istat sul consumo di “prodotti fitosanitari” che indicano in ben 1400 tonnellate annue il consumo trentino di soli funghicidi utilizzati per le mele e per i vigneti nonchè per i piccoli frutti, che riprendono la coltivazione sul modello Melinda.
Dal sito http://www.ruralpini.it/Commenti-2012.12-Mela-arrogante.htm “L’immagine del Trentino felix, ecologico, solidale, buonista, virtuoso (costruita con i soldoni del marketing finanziato dai privilegi dell’autonomia speciale) è però smentita anche da altri dati. Dopo Bolzano è sempre Trento a detenere anno dopo anno il record di consumo di kg di pesticida per ettaro di SAU (superficie agricola utilizzata). Se la viticoltura e la melicultura fossero diventate più virtuose come si spiegherebbero questi numeri? Di fatto mentre in Italia il consumo di pesticidi cala in Trentino cresce.”
Nel 2009 il Comitato per il diritto alla salute della Val di Non ha effettuato delle analisi di laboratorio in una struttura exrtraprovinciale ( ed è un’abitudine, pare…) sulle urine di un campione di adulti e bambini residenti in valle. Il risultato per la prima volta ha evidenziato concentrazioni quattro volte più alte dei valori di riferimento per diversi derivati dei trattamenti dei meleti ,riscontrando livelli preoccupanti soprattutto nei bambini. Le concentrazioni risultavano raddoppiate nei periodi immediatamente successivi ai trattamenti con i fitofarmaci.
Uno dei Comuni più colpiti dal fenomeno, il Comune di Malosco, ha deciso di esercitare in modo esemplare il proprio ruolo di tutore della salute pubblica ed ha stabilito, nel proprio regolamento locale, dei nuovi limiti di distanza dalle abitazioni per la nebulizzazione dei pesticidi, oltre al divieto di impiego di alcune sostanze considerate particolarmente tossiche.
Nel gennaio 2012 il TAR di Trento ha emesso una sentenza che respinge il ricorso dei melicoltori nei confronti del Comune di Malosco, ricorso volto all’annullamento del nuovo regolamento.
In val di Non fioriscono, oltre ai meli, i Comitati di cittadini che si oppongono alla dittatura della coltivazione intensiva, mentre studi medico/statistici evidenziano come l’uso dei fitofarmaci sia davvero dannoso, diminuendo la fertilità, soprattutto maschile, aumentando il numero degli aborti, causando malformazioni fetali e provocando alcune gravi tipologie di tumore.http://www.questotrentino.it/qt/?aid=13908.
Un recente intervento del legislatore ( decreto 150 del 2012), decide che si effettuino programmi di informazione sui rischi e i potenziali effetti dei fitofarmaci per la salute umana. Applicando, non in modo molto efficace però, il principio di precauzione.
Per approfondire vi invito a consultare il sito di Trentino Punto a Capo http://trentinopuntoacapo.it/?p=305
Persino Roberto Saviano ha avuto modo di constatare quanto sia pericoloso “toccare” le mele trentine. http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/06/29/news/mafia-e-mele-in-trentino-savianosi-rimangia-le-accuse-fatte-al-festival-1.3814329
Per le mele ( e per alcuni argomenti sui quali è bene non soffermarsi nè criticare) quindi, guardare e non toccare( nè mangiare)!
Come per Adamo ed Eva: nuoce gravemente alla salute!

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