Pubblicato da: chinonrisica | 13 ottobre 2013

O….come Orso

Che le montagne, trentine e non, fossero un tempo popolate di orsi, lupi, linci, cinghiali non è un mistero per nessuno.
Gli uomini hanno iniziato ad abitare le montagne e gli animali selvatici sono spariti. Con una nota maliziosa potrei dire che è stata applicata una famosa legge economica( Gresham, Copernico o Aristofane? fate voi…) che vuole che “la moneta cattiva scacci quella buona”.
Uomo e Orso hanno diviso per secoli il territorio alpino, ma nel 1998 gli orsi autoctoni presenti in Trentino erano pochissimi, solo 3-4 esemplari. Motivo di preoccupazione erano inoltre la mancanza di nascite dal 1989 e l’eta avanzata degli stessi orsi. L’estinzione era uno spauracchio imminente.
Per evitare che accadesse, il Parco Adamello Brenta, in collaborazione con la Provincia di Trento e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS oggi ISPRA), decise di accedere ai fondi Life della Comunità Europea. Era nato il progetto chiamato “Ursus: tutela della popolazione di orso bruno del Brenta”.
Sul sito del Parco Adamello Brenta dedicato all’orso, si ricorda che il progetto fu preceduto dalla realizzazione di un sondaggio di opinione ( DOXA di Milano)”più di 1500 abitanti dell’area di studio sono stati intervistati telefonicamente per verificare l’attitudine, la percezione nei confronti della specie e la possibile reazione di fronte ai problemi derivanti dalla sua presenza. I risultati sono stati sorprendenti: più del 70% dei residenti interpellati si sono dichiarati a favore del rilascio di orsi nell’area e la percentuale ha raggiunto addirittura l’80% di fronte all’assicurazione che sarebbero state adottate misure di prevenzione dei danni e gestione delle situazioni di emergenza.”
Nel 1999 iniziò la fase operativa del progetto: furono liberati i primi due esemplari, Masun e Kirka, provenienti dalla Slovenia meridionale. Nuovi esemplari furono poi introdotti tra il 2000 e il 2002, tutti muniti di radiocollare. Il Parco fu ripopolato di un totale di 10 nuovi orsi.
Dico subito che il progetto non mi piaceva affatto.
L’orso veniva reinserito in un ambiente nuovo, diverso da quello abituale, in modo repentino e, ovviamente, a stretto contatto con gli uomini, ormai insediati pressocchè ovunque.
Che cosa sarebbe successo in caso di incontro ravvicinato? Avrebbero potuto i poveri animali, abituarsi senza danno per alcuno, ad evitare le zone abitate che non avevano imparato a riconoscere con l’esperienza? E alle zone abitate si dovevano aggiungere le strade, l’autostrada la ferrovia e gli impianti sciistici!
A mio parere il nostro compito era, ed è, quello di rendere l’ambiente accogliente e ricettivo: gli animali selvatici devono essere una piacevole conseguenza del nostro impegno. E’ successo con il lupo e con la lince.
Tuttavia l’orso ora c’è e pare essersi adattato molto bene. Il Trentino ne ha usato l’immagine a scopi turistici, per i loghi e per vantare una natura intatta. Le spese per il progetto (consulenze, assicurazioni etc) sono state ingenti http://www.ladige.it/articoli/2012/11/16/progetto-life-ursus-spesi-531mila-euro e pare non siano affatto esaurite.
Tuttavia non è certo possibile ritornare indietro sparando agli orsi o rinchiudendoli in recinti indegni, come quello destinato all’orso abruzzese prigioniero a S.Romedio, che langue impazzito in uno spazio inadeguato, privato della libertà e della dignità che spetta ad ogni essere vivente!
Se gli statisti sono quelli che sanno guardare alle prossime generazioni piuttosto che alle prossime elezioni, come definire Lorenzo Dellai? Il nostro ineffabile ex Presidente, rivolgendosi, nel maggio 2012 al ministro dell’epoca, Corrado Clini e al Commissario europeo Janes Potocnik, invitava a trovare una soluzione definitiva al problema degli orsi: “Da 10 orsi siamo passati a 45. Sono troppi in un territorio troppo piccolo e densamente abitato. La gente ha paura e la situazione sta diventando insostenibile”.
Forse non era al corrente di quanto fosse esteso il territorio provinciale o del fatto che gli animali, in un luogo favorevole alla vita, tendono a riprodursi? Agli orsi non importa nulla del consenso popolare in calo o delle elezioni ricorrenti. Vivono la montagna, dove noi li abbiamo portati, e devono poterlo fare in libertà.
La convivenza un tempo possibile deve continuare, pur con qualche difficoltà, ad esserlo.Entrambi, Uomo e Orso, appartengono al territorio, alla sua storia e al suo futuro.

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Responses

  1. […] O….come Orso https://chinonrisica.wordpress.com/2013/10/13/o-come-orso/ […]

  2. Pensavo di trovare una tua critica o un pronunciamento a favore. Non ho capito da che parte stai. Io sto con gli orsi.
    1) non hanno fatto mai del male a nessuno, ne oggi ne in passato. Vi è stato un unico episodio secoli fa, in cui un orso era stato letteralmente infastidito da un uomo (gli faceva i dispetti pesanti!)
    2) A livello italiano, eliminare gli orsi dalla nostra regione significa non averli piu’ in tutta italia, perchè in Abrusso sono calati drasticamente di numero e NON VI SONO TERRITORI VERGINI, ne in italia ne in europa dove si possono riprodurre. Cerchiamo di convivere con essi, e se anche rappresentano un costo, sono un ottimo investimento dal punto di vista ambientale e anche turististico.
    3) quando si parla di estinzione di specie, si parla proprio di mancanza di territorio dove le specie possono vivere, la caccia generalamente non è il limite maggiore, ma è la mancanza di territorio, e il fatto che a forza di limitare l’estensione di terreno su cui questi animali possono vivere, inevitabilmente questi si estinguono. NON ESISTONO TERRITORI COMPLETAMENTE VERGINI NEL MONDO e neppure in africa. Le foreste sono ridotte a dei colabrodi sempre piu’ saccheggiate dall’uomo, anche nei parchi. Anche non in europa dobbiamo dare una mano a salvaguardare le specie in pericolo di estinzione, non possiamo pensare (come fanno tutti) che siano solo gli ALTRI a dover salvaguardare il creato.

    Sono andato in africa (kenya e Tanzania) anni fa e mi sono meravigliato di come di tutto il territorio vergine di una volta, non sia rimasto che un’estensione di coltivazioni attaccate ai pochi parchi dove ancora esistono pochi animali selvatici. Spero che tu prenda coscienza di come bisogna prendere a cuore la situazione, anche dei nostri orsi al fine di non rimanere ricchi solo di soldi e cemento. Credo che anche tu apprezzi la montagna per la naturalità del paesaggio e per qualche animale che ancora ci vive.
    Scusami per lo sfogo, ma non mi aspettavo che metessi in dubbio il progetto degli orsi, che è cosa che ho sentito dai leghisti, di cui non nutro una grande considerazione per le tante sparate che hanno fatto sugli orsi e per la loro vicinanza al mondo venatorio, di cui si fanno portavoce. Secondo me non ragionano a larghe vedute e avrebbero bisogno di un confronto sereno e pacato con chi la pensa diversamente da loro, perchè non esiste solo il voto dei cacciatori, ma esiste soprattutto l’economia dei molti turisti che arricchiscono il trentino.

    • La mia posizione è chiara. Non ero d’accordo con il progetto, ma ora che c’è sto con l’orso. Inevitabilmente. E con la lince, il lupo…..


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