Pubblicato da: chinonrisica | 3 ottobre 2013

L…..come Lavoro

A pochissimi giorni dalla pubblicazione di dati Istat sulla disoccupazione giovanile in Italia, parlare di lavoro è davvero difficile.
Il 40% dei giovani senza lavoro sembra, secondo il commento di autorevoli economisti ( Dario Di Vico sul Corriere della Sera di ieri, 2 ottobre) esagerato, perchè terrebbe conto anche di ragazzi ancora in età scolare.
Tuttavia è un dato di fatto che la disoccupazione aumenta ovunque, anche in Trentino. Aumenta in modo meno incalzante, ma la propaganda che sostiene che i giovani laureati in Trentino trovino lavoro entro un anno e con buoni stipendi, suona come le notizie provenienti dell’Istituto Luce del ventennio.
Oppure io sono così sfortunata da conoscere solo ragazzi e giovani laureati in cerca di lavoro.
Molte giovani professioniste hanno “scelto” di restare a casa a fare le mamme, altre lavorano per 1000 euro al mese e partita IVA alle dipendenze di prestigiosi studi professionali.
Altri ragazzi non possono fare nemmeno quello e affollano le graduatorie per le supplenze o cercano lavoro (invano) presso scuole private.
Il principale datore di lavoro, in Trentino, è la Provincia Autonoma, che ormai non assume più. Almeno non direttamente.
Assumono, al suo posto, le agenzie di sistema, le società partecipate e quelle controllate. Dovrebbero farlo con selezioni pubbliche, ma io non ricordo di averne viste sui siti che ho visitato per preparare un’interrogazione su questo argomento al Sindaco di Trento visibile all’indirizzo http://www.comune.trento.it/Sezioni-politiche/Consiglio-Comunale/Attivita-del-Consiglio/Interrogazioni/Interrogazione-n.-170-del-2011
Anche i nuovi incentivi per avviare al lavoro i più giovani non mi convincono: si rivolgono a giovani fino a 25 anni senza qualifiche professionali. E, se le cose stanno come penso, non premiano l’impegno di chi si è diplomato o , più ancora, laureato in tempi rapidi.
I destinatari dell’iniziativa sono ( tratto dal sito della P.A.T.):
Giovani di età inferiore ai 25 anni, domiciliati in provincia di Trento, in uscita da percorsi scolastici o formativi ovvero in stato di disoccupazione o inoccupazione, entro 4 mesi dall’uscita o dal conseguimento formale di tale stato (iscrizione ad un Centro per l’Impiego) a prescindere che dispongano o non dispongano di un ammortizzatore sociale..
Il linguaggio è quasi incomprensibile e tutto l’iter da seguire sembra finalizzato più a occupare i Centri per l’impiego e i “servizi specialistici che programmano percorsi formativi”, più che il drappello di ragazzi a cui i servizi sono destinati.
Ci si chiede perchè la Provincia non abbia più semplicemente aderito all proposta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, dalla primavera 2013, promuove e finanzia l’iniziativa “Staffetta generazionale”, per incentivare le imprese ad assumere giovani con contratto di apprendistato e/o a tempo indeterminato, a fronte di una conversione del contratto, da full-time a part-time, dei lavoratori “maturi” della medesima azienda.

In pratica si promuove l’occupazione giovanile tramite il ricambio generazionale.

Le linee guida emanate dal Ministero stabiliscono che il giovane da inserire nell’azienda deve essere disoccupato/inoccupato e di età superiore a 18 anni e fino a 25 anni compiuti o, se in possesso di un diploma universitario di laurea, fino a 29 anni, salvo limiti diversi che ciascuna Regione può introdurre.

In merito ai lavoratori “maturi” l’età minima ammessa è 50 anni, inoltre, le indicazioni del ministero stabiliscono che la trasformazione del contratto full-time a contratto part-time dei lavoratori maturi deve essere fatta su adesione volontaria.

A fronte dell’assunzione di giovani – con contratto di apprendistato e/o a tempo indeterminato – il lavoratore “maturo” beneficerà della contribuzione INPS piena, pur lavorando con un contratto di lavoro part-time.

Le risorse ministeriali sono assegnate alle Regioni nell’ambito del Progetto di Italia Lavoro “Azione di sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego 2012/2014″.

Le Regioni, in base alle linee guida ministeriali, devono emanare appositi avvisi pubblici per definire requisiti richiesti per le aziende che intendono aderire all’iniziativa.
Hanno aderito per prime Lombardia e Campania.
In Provincia di tutto questo non si sa nulla. Si sostiene, come sempre, di essere i migliori, di aver promosso incentivi per vari milioni…ma non si sottolinea che la proposta del Ministero era più ampia, comprendeva anche i laureati e coinvolgeva i lavoratori maturi.
Si è voluto evidenziare( siamo in campagna elettorale…!) che i fondi per gli incentivi provengono anche dai risparmi sulle spese del Consiglio provinciale, ma le risorse dell’Autonomia avrebbero consentito di fare molto di più. Almeno quanto altre Regioni hanno già fatto.

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Responses

  1. Grande!

    • Grazie!

  2. […] A ….come Agenzia B….come Bondone C….come Comunità di Valle D….come Dellai E….come Economia F….come Fondazioni G…come Giustizia I…come I.T.E.A. L… come Lavoro […]

  3. Hai ragione cara Giovanna. Le cose stanno proprio così come le descrivi. Mettere la testa sotto la sabbia come stanno facendo in molti a diversi livelli di responsabilità (dirigenziale e politica) è nella miglior caso un disagio dovuto al non essere in grado di gestire la complessità. Nel peggiore dei casi è la consapevolezza di essere oggetto di privilegi non più sostenibili e difficilmente giustificabili in ambito meritocratico.

    • Questa campagna elettorale dimostra che il “regime”, che vuole il Trentino sempre ai vertici delle classifiche di ogni tipo, teme davvero di scontrarsi con, perfetto, senza grinze o zone d’ombra una realtà dura e diversa. I candidati “scomodi” sono zittiti, silenziati, oscurati. Tutto deve apparire in ordine: non importa se sotto il tappeto la polvere ha raggiunto ormai livelli allarmanti.
      Nessuno deve sapere, nessuno deve poter chiedere….Se tutti tacciono e si lascia che ogni giorno i media prezzolati strombazzino un primato o un record ( la città più bella, l’Università migliore, i servizi più efficienti, le strade più pulite, la viabilità più scorrevole….)i cittadini finiranno per crederci e per ri-votare il regime di sempre: Dellai o il suo ex superassessore Grisenti. Cioè la stessa cosa.Io chiedo l’aiuto di tutti coloro che credono ad un cambiamento possibile, per fare in modo che il Trentino “si svegli” dal torpore di un benessere finto, che saranno i nostri figli a pagare.

  4. […] L… come Lavoro […]


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