Pubblicato da: chinonrisica | 28 settembre 2013

7,5 milioni di euro…..

7.500.000 euro…..15 miliardi di vecchie lire
in tre anni alla Società di consulenza internazionale Deloitte da Trento RISE

Una pausa al mio alfabeto elettorale per dare spazio ad una notizia di oggi, tratta da un comunicato stampa UIL.
Mentre il Paese viene tenuto in ostaggio da un condannato per evasione e il Governo si scopre inerme e inutile, non avendo fatto nulla di quello per cui era ( faticosamente) nato, scopriamo che il denaro dei contribuenti viene sperperato dalla virtuosissima Provincia Autonoma, attraverso una delle sue tante emanazioni.Si eludono le norme di risparmio pubblico e di riduzione delle consulenze, mentre nella scuola a corto di fondi si diminuisce lo spazio per l’aggiornamento dei docenti. Il denaro dell’Autonomia, infatti, serve per rifornire società pubbliche, fondazioni, enti di ricerca che appaltano ricerche ad altri enti di ricerca. Il tutto in inglese. Per estrema trasparenza!!
Buona lettura!!

Ancora una volta, ci tocca affrontare il tema dell’uso discutibile di soldi pubblici. Sarà finita la I Repubblica, sarà in bilico la II Repubblica, va esaurendosi a giorni la XIV° legislatura provinciale, ma non si sfugge, nemmeno nel “virtuoso” Trentino all’attuazione di opaci accordi da “fine impero” come l’affidamento (avvenuto pochi giorni fa) alla società Deloitte (ancora lei!!!), da parte di Trento RISE, di un incarico per la realizzazione di un “progetto di ricerca orientata, ricerca e sviluppo (pre commercial procurement) su modelli organizzativi e di processo abilitanti al trasferimento tecnologico e all’applicazione di soluzioni innovative”.
Sicuramente ci verranno date ampie rassicurazioni della bontà del progetto, ma da quel che sappiamo questo ha principalmente lo scopo di analizzare i processi tecnologici dentro e fuori la P.A.T. ed i suoi Enti Strumentali (società di sistema comprese), nonché il contesto economico del Trentino.
Ma la domanda vera è? Quali benefici porta tutto ciò? Ci sembra di poter dire, senza timore di smentita, che 7,5 milioni di euro sono una somma enorme…e particolarmente indigesta a pochi mesi di distanza dall’ennesima sforbiciata di risorse per la scuola e la cultura in genere, per la sanità, per gli enti locali e per altri servizi rivolti ai cittadini.
Ci sorge il dubbio che essere passati per Trento RISE risponda alla necessità di non dare troppa visibilità al progetto, reso pubblico a giugno 2012… e un altra grande perplessità sorge guardando ai fatti. Alla società Deloitte sono già stati affidati una miriade di incarichi per il piano di miglioramento/efficientamento della Pubblica Amministrazione Trentina, dalla PAT ai suoi enti strumentali, dalle società pubbliche alle Comunità di Valle. E raccogliendo giudizi non proprio positivi dagli addetti ai lavori sulla qualità ed originalità dei risultati prodotti.
Era ed è proprio necessario spendere così somme tanto ingenti?

Non esistono forse all’interno della Pubblica Amministrazione e fra i tanti rinomati professori nonché consulenti che già operano in Trentino, uomini e donne all’altezza di questo compito? Non era più semplice costituire un gruppo di lavoro interno, con i tanti dirigenti generali “scollocati” ed in cerca di incarichi, che conoscessero già i processi?
Ancora una volta si persevera nell’uso per lo meno superficiale, troppo superficiale per essere taciuto, di milioni di euro pubblici, in anni in cui assistiamo ad un generale impoverimento delle persone ed ad una conclamata e sempre più certa, imminente, riduzione delle risorse pubbliche.
Sia chiaro: la UIL è favorevole alla ricerca e all’innovazione, motore di sviluppo, ma non accetta le prese in giro.
Come mai di un progetto tanto importante e costoso non è stata data alcuna informazione ai tanti tavoli di lavoro dove sono presenti le OO.SS. confederali? Siamo sempre informati di tagli agli organici, di aumenti di tariffe, di blocco del turn over, di riduzione di risorse e provvidenze. Di questo importante costoso progetto, immaginiamo volto a migliorare la macchina pubblica ed a renderla più produttiva ed efficiente, nulla.
E dato che si è aspettato tanto a dare il via libera al progetto perchè non si è nemmeno atteso, a questo punto della legislatura, che la nuova giunta entrante verificasse, in base ai suoi programmi e nuovi obiettivi nel campo sicuramente prioritario della ricerca, l’utilità e la necessità di far proseguire da Trento RISE questo progetto?
Negli anni ’90 era “l’informatizzazione” la chiave per aprire tutte le cassaforti e distribuire, non sempre opportunamente ed in maniera trasparente finanziamenti e risorse al sistema che gravita attorno alla Pubblica Amministrazione. Nel decennio successivo, sicuramente, la parola magica per far affluire risorse e distribuirle è stata la “formazione”. Oggi si parla di “ricerca ed innovazione” e questo episodio ne è, per noi, esempio emblematico.

Walter Alotti
Segretario Generale
UIL del Trentino

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