Pubblicato da: chinonrisica | 18 settembre 2013

B…. come Bondone

Il direttore di QUESTOTRENTINO, Ettore Paris, così scriveva nell’ottobre del 2001 circa il tentativo di rilancio del Monte Bondone

“20 miliardi pubblici alle Funivie: il discutibile (ma non strampalato) progetto per rilanciare il moribondo Bondone.
Dunque, si tenta per davvero il rilancio del Bondone, con un accordo tra Comune di Trento e Società funivie Folgarida Marilleva: in cui si fanno nuovi impianti, e a pagare è l’ente pubblico. Detta così, la cosa è una schifezza. Vediamo meglio.

L’assessore alle attività economiche Franco Grasselli, padre del progetto Bondone e dell’accordo con le Funivie.

Il Bondone, come stazione sciistica, è da anni in crisi, e i motivi sono strutturali, irreversibili, legati alla stessa evoluzione dello sci da discesa: i nuovi materiali, le tecniche, la didattica delle scuole di sci hanno elevato di molto le capacità di uno sciatore medio, che quindi vuole tante piste, lunghe e varie. Chi scrive, trent’anni fa, dopo 7-8 Palon nell’arco di una giornata, era stremato; oggi, con trent’anni di più nelle gambe, dopo cinque Palon non sono stanco, sono stufo: “Non ci sono altri percorsi da fare?”. E il Bondone non può offrire molto altro: montagna splendidamente esposta (a nord ma con tanto sole) ma troppo bassa (2100 metri sono pochi), e soprattutto piccola e isolata, non può collegarsi con alcunché, né prestarsi a ulteriori sfruttamenti. Insomma le piste sono quelle: una per principianti (Cordela), una facile (Montesel), una media (Palon), una più lunga e varia (Rocce Rosse-Fortino), ma che proprio per questo arriva troppo in basso, ai 1100 metri di Malga Mezavia dove la neve c’è 20 giorni all’anno. Punto e basta. Il che, oggi, non è più sufficiente: il confronto con le altre stazioni è perso in partenza.

A questo punto si sono aggiunte le motivazioni soggettive, che hanno aggravato il declino. La società impiantista (prima la Graffer, poi la società di Folgarida-Marilleva), visto che non guadagnava, ha iniziato a limitare le spese, riducendo ancora l’attrattività della stazione: piste mal curate, e soprattutto impianti chiusi (le Rocce Rosse sempre, il Fortino spesso). Cioè, incassiamo poco perché abbiamo poche piste, e allora noi riduciamo anche quelle che abbiamo: che è la logica della fine-attività. Sullo stesso binario gli albergatori, che hanno cominciato a chiudere gli esercizi. E il Bondone, che già soffre di non avere un paese che faccia da centro, è ora immiserito da una serie di grandi edifici vuoti e cadenti.

In questa situazione praticamente comatosa, si inserisce il rilancio a cui ha lavorato la Giunta comunale di Trento, e in particolare Franco Grasselli, assessore alle Attività economiche. Due i punti: un cosiddetto “patto territoriale” con tutti i Comuni limitrofi per rilanciare l’insieme della montagna e un accordo con la Società funivie Folgarida-Marilleva di Ernesto Bertoli. Tale accordo prevede: la costituzione di una nuova Società Trento Funivie (vedi tabella) in cui la Folgarida Marilleva conferisce gli impianti e l’Ente Pubblico i soldi; un riammodernamento/razionalizzazione degli impianti esistenti (vedi cartina) ed estensione dell’innevamento artificiale, il tutto a carico del pubblico (Comune, Provincia, Tecnofin); la cessione al Comune, a prezzo di esproprio, di 34 ettari di proprietà delle Funivie.

In buona sostanza: nella nuova società Bertoli non mette un quattrino, tutti gli investimenti sono fatti con i soldi pubblici. Il che apre spazio alle più ampie perplessità. Bertoli non ha problemi finanziari: se non vuole investire del suo, è perché ritiene il Bondone un cattivo affare. Insomma il tutto rischia di finire in un pompaggio di soldi pubblici in un’azienda decotta, all’interno di un settore (lo sci da discesa) in crisi.

Anche perché sembrava ci fosse un altro progetto: abbandonare le velleità del Bondone come stazione sciistica, per puntare su un’offerta variegata, all’interno della quale lo sci alpino sia una delle tante possibilità, e non la preminente. Ora invece, con quest’esborso di soldi solo pubblici (venti miliardi) la centralità dello sci viene riaffermata dalle cose, al di là delle magari lodevoli intenzioni.”

Dopo dodici anni nulla è cambiato, anzi….Nella primavera dello scorso anno ho votato contro la ricapitalizzazione dellasocietà Funivie s.p.a.

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Da molti anni il Bondone assorbe risorse pubbliche ingenti, nel tentativo di trasformarlo in una Disneyland suburbana. Occorrerebbe invece rispettarne la natura, incrementare un turismo familiare e quasi”esplorativo”. 2000 posti letto in tempi di crisi e di rinnovamento delle abitidini sciistiche sono una follia. Ma finchè pagano i cittadini…..

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Responses

  1. […] ….come Agenzia B….come Bondone C….come Comunità di Valle D….come Dellai E….come Economia F….come […]

  2. […] B….come Bondone […]


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