Pubblicato da: chinonrisica | 25 luglio 2013

Frizione, freno allo STOP…….

Esperienze nuove ed inaspettate in questi giorni. La libertà del piede sull’acceleratore e della strada che scorre, il brivido del motore che si accende con una chiave girata da me e il sentirsi auto tra le auto, non più persona tra le persone.
Traballante e spesso scoppiettante, procedo con le guide salentine insieme ad Osvaldo.
I paesini che amo scorrono davanti a me in un’ottica nuova e diversa.
Vedo gli STOP e ne percepisco il valore, intuisco gli spazi e valuto le distanze, freno ( spesso a scatti) e mi misuro con l’impazienza dei “colleghi” automobilisti che mal sopportano il mio essere lenta e indecisa.
Ma la scritta “SCUOLA GUIDA” mi protegge dagli insulti ( o almeno dovrebbe). Che cosa ci fa una signora anzianotta al volante di una Pandina Bianca con scritto “SCUOLA GUIDA” mentre dovrebbe essere in cucina a preparare dolci ai nipoti? Più facile perdonare l’incertezza di un giovane alle prese con il rito di iniziazione per eccellenza che non una matura fanciulla che esce dagli schemi!

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Responses

  1. Ciao Giovanna, dunque non avevi la patente? Mi sorprende questa cosa: come facevi a muoverti nelle tue innumerevoli attività? Ritengo la possibilità di guidare una grande libertà.
    Ho scoperto perché non riuscivo più a scrivere commenti sul tuo blog come ti avevo scritto in una e-mail: usavo un browser obsoleto per molti siti…
    Ho letto quello che scrivi sulla mancanza di voglia di continuare a scrivere sul blog… Capita anche a me e stavo pensando di chiuderlo alla fine di questo anno, anche se molti mi dicono: “Peccato! Non lo fare.”

    • No, cara Rita, non avevo la patente e sono una scarsissima allieva.
      Colgo comunque l’istanza di libertà che comporta il poter guidare. Ma sono ancora nel guado e l’età non aiuta.
      Chissà se leggerai le mie parole ad un mese di distanza! Il blog langue, ma io gli voglio bene, come ad una mia creatura. Chiuderlo per sempre significa rinunciare ad una parte di me, accantonare sogni e speranze. Per questo motivo mi sento di chiedere anche a te di non farlo… aspettiamo ancora un po’. Aspettiamo il buio dell’autunno. Forse ci aiuterà a decidere con maggiore risolutezza.


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