Pubblicato da: chinonrisica | 12 marzo 2013

Per chi votano gli operai?

Giorni difficili per la formazione del nuovo governo. Con il Partito Democratico che applica ideologie polverose e il PDL che sciorina ,per la Presidenza della Repubblica,nomi che fanno inorridire.
Intanto i cittadini consumano meno, sono sempre più disoccupati, sempre più poveri.
I balletti della politica hanno fatto perdere entusiasmo e passione agli Italiani e Dario Di Vico, sul Corriere di oggi, racconta come hanno votato (e per chi) coloro che hanno votato.

I laburisti senza lavoratori
Il Corriere della Sera 12 marzo 2013

E venne il giorno in cui si capì per bene che gli operai avevano snobbato il centro-sinistra di Pierluigi Bersani. Le analisi del voto suddivise per categorie socio-professionali elaborate negli ultimi giorni dall’osservatorio LaPolis (Ilvo Diamanti) e dall’Ipsos vanno, infatti, nella stessa direzione: la coalizione Pd-Sel è al terzo posto nel voto operaio dopo il Movimento 5 Stelle ma anche dopo il Pdl.

Secondo i dati LaPolis Beppe Grillo ha preso addirittura il 40% dei consensi delle tute blu (per Ipsos si sarebbe fermato al 29%), il Pdl il 25,8% (24% per Ipsos) e il centro-sinistra 21,7 (20% secondo Ipsos). Successo di Grillo a parte si può obiettare che non è la prima volta che il voto degli operai premia il centro-destra.

Esiste un’ampia letteratura sull’abbinata tessera Fiom/scheda Lega e nelle tornate precedenti ogni qual volta Silvio Berlusconi ha prevalso nel risultato finale ha sempre ottenuto buonissime performance anche nelle fabbriche. In questo caso, però, la sorpresa è più viva perché il Pdl ha complessivamente perso una valanga di voti rispetto al 2008 e la coalizione Bersani si è caratterizzata nella campagna 2013 con un posizionamento di tipo laburista.

La copertina del settimanale Left – che esce allegato all’ Unità – con le effigi di Bersani, Camusso, Fassina, Orfini e la scritta «ecco chi sono quelli che Monti vuole silenziare», se vogliamo, è un piccolo documento del clima politico e della dialettica che si era creata nel periodo dei comizi.

Il rischio per il Pd è, però, che alla fine si sia rivelato un laburismo senza operai, la proposizione di una cultura politica «forte» scissa dalle dinamiche reali. «Invece di tentare di mettere insieme l’enciclica di Ratzinger e Mario Tronti – commenta lo storico Giuseppe Berta – Fassina avrebbe dovuto fare i conti con la realtà di tutti i giorni.

Non è un caso che Vendola a Taranto abbia preso ben poca cosa. La verità è che si sta prospettando un centro-sinistra senza referenti sociali, tenuto su da un salvagente ideologico e dalla mobilitazione civile contro Berlusconi». Eppure qualcuno aveva avvisato per tempo il gruppo dirigente di Bersani. Nel giugno del 2011 era stato proprio il Pd a commissionare alla Swg un’indagine «sulla condizione operaia in Italia», i cui risultati sono stati ben presto chiusi in un cassetto.

Cosa diceva la ricerca? Che le tute blu si consideravano politicamente orfane e sindacalmente fredde e, se a quella data il 31% si riconosceva ancora nel centro-sinistra, la maggioranza relativa degli intervistati (il 42%) prendeva le distanze dalla politica in quanto tale e diceva di non sentirsi rappresentato da nessuno.

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Responses

  1. beh, sembra che ora un piccolo segnale l’abbiano dato, in relazione ai presidenti delle Camere, e anche i grillini, almeno in parte…se vogliono ascoltare (e rispettare) le istanze pressanti del Paese, non hanno alternativa che ascoltarsi! Ed è anche l’unico modo x liberarci della zavorra berlusconiana col suo carrozzone di fanfaronate!

    • Ma le vicende recenti ( che incalzano ogni giorno!) ci dicono che il panorama resta complesso e che siamo tutti confusi. Come finirà?

  2. La sua è un’analisi poltica, critica ma anche distaccata.Personalmente non penso che le tute blu abbiano voltato le spalle al M5S, addiruttura del 40%.
    Condivido il no a formare un governo con Bersani ed il PD. Non si può in coscienza”legittimare” un tale esecutivo: la corruzione nelle Regioni è sempre più che mai atuale. Oggi il Sole24ORE scriveva”Penati coinvolge Dalema” Sesto san Giovanni, la Stalingrado d’Italia può testimoniare la corruzione messa in piedi da Penati, braccio destro di Bersani!Del resto basta seguire le trasmissioni d’inchiesta ed approfondimento come “Report” che seguo da tanti anni e “Presa diretta” di Riccardo Jacona, per strabuzzare gli occhi e non voler credere a ciò che si ascolta!!! I politici Pd hanno rubato come quelli del PDL o IDV. Lei ricorda il lazio di Fiorito? I due partiti PD+ PDL hanno un’ultima chance; mettersi insieme e fare qualcosa di utile per farsi perdonare, almeno in parte, dagli Italiani!!! Cosa fanno? Ci hanno mandato a votare in pieno inverno, tanta era la smania da parte di PD+ PDL+ Monti! Il loro comportamento irresponsabile, penso convoglierà ancora più consensi per il M5S. Posso anche sbagliarmi, ma questi digraziati (Pd e PDL), con i loro veti incrociati, sembranno agire come.”dopo di noi il diluvio” E’ un’ infamia, e vedere anche per poco tempo i “talkshow politici” mi provocano la gstrite. Un caro saluto

    • Oggi ho deciso di postare un intervento di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 15 aprile. Riguarda l’elezione del PdR, ma va benissimo anche in queste ore di Governo nascente.E’davvero un’analisi spietata, che mi sento di condividere. Mi dica che ne pensa, se le va!
      Buonanotte!

  3. beh,io dico che ho votato M5S, ma devo ringraziare prima loro e Bersani poi, se mi hanno catapultato nuovamente tra le braccia di Berlusconi…che li possino…..!!


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