Pubblicato da: chinonrisica | 29 dicembre 2012

http://www.trentinoalternativo.it/banche-speculazione-e-autonomia/

Dal Bolg TRENTINOALTERNATIVO, a firma di Ezio Casagranda, voglio divulgare un post amaro.
Ecco cosa accade sotto la patina dell’autonomia virtuosa che ammicca al nord Europa.
Crisi, tariffe che salgono, partecipate che lucrano, imprese che falliscono, negozi che chiudono e cittadini afflitti da prezzi tra i più alti d’Italia.

BANCHE, SPECULAZIONE E AUTONOMIA

La notizia è della vigilia di Natale e riportava che in Trentino, nel nostro ricco e autonomo trentino, oltre 1000 lavoratori, di grandi e piccole aziende metalmeccaniche hanno dovuto rinunciare alla tredicesima mensilità perché le loro aziende non avevano liquidità a causa della stretta creditizia operata dalla banche.
Intervistata sull’argomento la segretaria provinciale della Fim Cisl confermava che in alcune grandi aziende i lavoratori, con accordo sindacale, hanno accettato di posticipare, oltre alla tredicesima anche il premio di risultato e gli aumenti del contratto aziendale.
Nell’articolo e nell’intervista si chiedeva l’intervento della provincia per risolvere la questione auspicando l’utilizzo del fondo anticrisi della regione. Nessuna critica da parte sindacale è venuta nei confronti delle banche e della loro politica che sta strangolando oltre alle aziende l’intera economia.
Dare per scontata e quindi “oggettiva” la scelta delle banche di negare credito alle imprese denota una preoccupante caduta, anche culturale, del sindacato ormai chiamato a svolgere – e l’accordo sulla produttività nazionale ne rappresenta il suggello – un ruolo di supporto e nel migliore dei casi di compensazione alle scelte delle aziende.
Mi sarei aspettato una denuncia pesante e la mobilitazione dei lavoratori, nei confronti delle banche e delle casse rurali, che nonostante facciano riferimento al sistema cooperativo ed abbiano ricevuto prestiti della BCE all’1% per oltre 600 milioni di euro, i tassi sui mutui arrivano al 6% e spesso negano credito alle imprese ed ai privati che vogliono comperare casa.
Ma se le casse rurali si comportano come una qualsiasi banca privata mi chiedo dove siano la specificità del sistema cooperativo trentino o della nostra autonomia, tanto sbandierati nei convegni, al festival dell’economia e sulla stampa locale come modelli da seguire per riformare il paese.
Anche questa triste vicenda vede applicata, con l’avvallo dei sindacati complici, la tesi che impresa, banche, speculazione e corruzione sono variabili indipendenti e quindi l’unica variabile su cui agire sono le condizioni di lavoro ed i salari dei lavoratori.
Infine una considerazione amara. Purtroppo in questi giorni non ho sentito la Cgil o la Fiom prendere posizione su questa triste vicenda che vede i lavoratori chiamati a rinunce pesanti mentre il segretario della Cgil si è dimostrato solerte nel “bacchettare” il consigliere Zeni reo di aver criticato alcune scelte della giunte Dellai. Non vorrei che anche la Fiom trentina si fosse accodata a questa logica di pura accettazione dei diktat delle imprese rinunciando al loro ruolo di contrattazione, di stimolo, ma anche di critica ad un sistema produttivo ormai succube degli interessi della finanza speculativa.
Il montismo sembra aver convinto non solo Dellai ma anche il sindacato trentino. Con il mese di gennaio 2013 riporta oggi la stampa locale anche in trentino ci sarà l’ennesima stangata su prezzi e tariffe e questo avviene nel totale silenzio delle organizzazioni sindacali, le quali, anziché battersi per la difesa dei redditi da lavoro, contrastando l’aumento delle tariffe, si limitano al ruolo di compensazione nella definizione del sistema icef.

Ezio Casagranda

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Responses

  1. noi a Bolzano ci siamo battuti (grazie anche ai sindacati) presenziando in consiglio provinciale (facendo perfino un piccolo sit-in) durante la discussione del disegno di legge sui tagli finanziari, che voleva vederci protagonisti degli unici tagli previsti, come se gli sprechi non fossero altri, e sotto gli occhi di tutti! Vedremo poi gli aumenti di tariffe varie nel 2013…

    • In Trentino non siamo altrettanto bravi. Oggi i giornali locali sono infarciti di mielosi addii a Lorenzo Dellai, che già dice di voler fare il ministro a Roma…..Io mi auguro che non lo eleggano nemmeno. Senza di lui il Trentino è più libero e speriamo riesca ad usare bene la sua ritrovata libertà.

      • sono d’accordo, alla fine vedi che non tutti i mali vengono x nuocere…quel bellimbusto camaleontico, figlio della politica italiana fatta di “mestieranti”, non penso farà una fine onorevole (anche se ha la dote, come molti suoi simili, di saper cadere in piedi); i nostri a Bolzano penso non fossero abituati a una simile “rivolta”, infatti è la prima volta che succede, ma quando è troppo è troppo! avevano inserito un articolo che abrogava addirittura la concertazione in tema di contratti, dopodiché avrebbero potuto fare qualsiasi cosa avessero deciso di fare senza alcuna controparte…stavolta l’abbiamo spuntata, ma con questi bisogna stare sempre all’erta


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