Pubblicato da: chinonrisica | 20 settembre 2012

Orario da vampiri per le miss

 

SENZA PAROLE

 

 

Da: Il fatto quotidiano 24/08/12
http://www.ilfattoquotidiano.it

Spediamo Miss Italia fuori dai palinsesti

Caro direttore, non so se si faccia ancora in tempo ma vorrei regalare al governo un’idea per restituire speranze al Paese. È un’idea a costo zero. Un segnale simbolico di cambiamento radicale. Come i finanzieri a Cortina, o il veto alla inutile corsa olimpica di Roma. Si prenda il concorso di Miss Italia che sta per andare in onda su RaiUno e lo si sposti a orari da vampiri, dopo mezzanotte o giù di lì. Abolirlo non credo sia possibile, ci sono contratti firmati e riprese già concordate. Ma oscurarlo, nasconderlo, dimostrare pubblicamente che la Rai se ne vergogna, quello si può ancora fare. Si è detto per molti anni che la gara di Montecatini, insieme al Festival di Sanremo, è “lo specchio del Paese” con i suoi pregi e i suoi difetti. È verissimo. Solo che i pregi, se mai ci sono stati, non si vedono più ed è rimasta solo la zavorra. Lo show è gestito dal 1959 dalla stessa famiglia, i Mirigliani. Il padre Enzo l’ha monopolizzato fino alla verde età di 93 anni, per poi cedere la baracca – e il suo patto di ferro con il servizio pubblico – alla figlia Patrizia: una ragazzina che va per i sessanta. Familismo e gerontocrazia, vere specialità nazionali. Insieme all’ipocrisia e al gattopardismo, che quest’anno hanno raggiunto vette esilaranti. La principale novità del concorso (insieme alla presenza della santarellina del Bunga Bunga, Chiara Danese) sarà il costume intero. Sbandierato come omaggio alla sobrietà. “Patrizia – spiega il conduttore Fabrizio Frizzi – ha fatto questa scelta sulla scorta degli incitamenti della ministra Fornero, e della neopresidente Rai Tarantola, riguardo il buon esempio che la Rai deve dare”. E la Mirigliani conferma: “Coprirsi è una forma di libertà. Oggi, nel momento storico in cui sta vivendo il mondo femminile, è anche segno di eleganza e di buon gusto”. Ministre che si occupano di miss? L’elogio del velo a un concorso di bellezza? Volendo esser seri su stupidaggini così si dovrebbe incitare il governo alla querela e parlare di deriva tunisina, ma non vale la pena di sprecare ragionamenti veri sulle piccole furbate messe in atto per salvare l’insalvabile. E cioè un concorso che dopo i Lele Mora e gli Emilio Fede, le Minetti e le Ruby, le minorenni di Casoria e le loro mamme pronte a tutto, è diventato indigeribile per l’opinione pubblica, non solo femminile.
E poi, la ciliegina sulla torta. Lo zoo in cui sono state rinchiuse “le straniere”. Venti ragazze regolarmente residenti in Italia che non parteciperanno alla competizione principale ma a una gara di serie B allestita per chi è nato all’estero. Persino a Miss Padania le rumene e le brasiliane avevano il diritto di sfilare sul palco insieme alle bergamasche o alle veneziane, ma a Montecatini la bellezza deve mostrare il passaporto. E anche questa è una spettacolare metafora di un’Italia “ufficiale” fondata sulla discriminazione e sull’apartheid pure quando in palio c’è una corona di latta. Per questo, caro direttore, mi piacerebbe che un governo e una dirigenza Rai che hanno fondato gran parte del loro racconto su un nuovo approccio alla questione delle donne, del merito, dell’integrazione, prendesse Miss Italia e lo sbattesse dove merita di stare. A notte fonda, invisibile ai più, in attesa di cancellarlo del tutto dai palinsesti del servizio pubblico e di investire quei quattrini in idee nuove, programmisti trentenni, proposte di intrattenimento che meritino il pagamento di un canone.
È dagli anni ’80 che ci sorbiamo quella minestra riscaldata,queitristiammiccamenti, quegli spot da terzo mondo, quell’inutile bla-bla-bla per dare la dignità di evento a una sfilata di ragazze simile a quella che si può vedere, gratis, su qualsiasi spiaggia. Capisco che sia arduo fare la riforma della giustizia, o una legge europea contro la corruzione, o abolire il Porcellum, le province, le scorte inutili, le tangentiaFinmeccanica.Soche serve tempo per restituire al servizio pubblico programmi di approfondimento seri, grandi dirette, tg che dicano la verità. Ma su Salso-maggiore e i Mirigliani davvero è così difficile metterci una pietra sopra?
Flavia Perina

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