Pubblicato da: chinonrisica | 2 maggio 2012

Democrazie “mature”?

Deriverà forse da una deformazione professionale, ma proprio non riesco ad accettare che si liquidi con una scrollata di spalle e una definizione di “democrazia” matura, l’affluenza sempre più scarsa dei cittadini ad ogni espressione di voto.

L’ultimo infelice episodio, legato al referendum per le Comunità di Valle, rende evidente come i numeri possano essere ambigui, nella loro chiarezza: pochi le costituirono, pochissimi le vogliono eliminare. Ci sono, per i cittadini, problemi più urgenti ( e c’erano anche nel 2010 quando si spesero milioni per le votazioni costitutive del capriccetto dellaiano): disoccupazione, inflazione, scarsa produttività, fallimenti e sfratti. Anche in Trentino.

Ora i giochi sono fatti, ma il problema della partecipazione al voto resta. Come giustificheranno, i signori del voto alterno, le urne disertate in massa per le prossime elezioni? Come giustificheranno il risultato sempre calante di votanti, a fronte dell’immane sperpero di denaro pubblico perpetrato ad ogni campagna elettorale? Si chiama diseconomia di scala l’impiego massiccio di un fattore produttivo che causa una diminuzione del prodotto desiderato: dosi sempre più massicce di cartelloni, santini, lettere imbonitrici, facce sorridenti…. che però allontanano gli elettori.

Ma tant’è: il quorum è richiesto solo per i referendum abrogativi promossi da qualche anima bella, illusa e sognante. Per i veri democratici, quelli avvinghiati ad un potere inalterabile e autoriprodotto da una legge elettorale contro cui tutti tuonano ma che nessuno cambia ( Prodi governò due anni, senza sfiorare l’argomento….)bastano tre voti. Due dei quali legittimeranno la maggioranza a governare. Su cittadini sempre più stanchi, pacificamente armati di referendum e leggi di iniziativa popolare che proliferano in modo tumultuoso , ma significativo.

La critica costante di demagogia e populismo non fermerà la voglia di partecipazione attiva ad una politica che smetta di essere mestiere e ritorni chiamata: non basteranno le preferenze ( già abolite con referendum). Occorreranno strumenti costituzionali innovativi: il recall, ad esempio, che funziona in Canada come negli Stati Uniti, e che consiste nella revoca anticipata dell’eletto immeritevole; oppure una Camera dei Cittadini con nomina a sorteggio fra coloro che presentano requisiti di integrità morale , o il limite dei due mandati.

Sistemi che hanno funzionato in un lontano passato ( l’antica Grecia da cui abbiamo ancora molto da imparare) e che funzionano oggi, in Paesi che hanno compreso come sia importante, in politica come in economia, una reale partecipazione, una molteplicità di occasioni, una distribuzione vera delle opportunità.

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