Pubblicato da: chinonrisica | 31 marzo 2012

NTRP: firme consegnate. La democrazia diretta dei cittadini consapevoli

Davanti all’inerzia dei rappresentanti ( o peggio alla cattiva rappresentanza) gli elettori si organizzano.
Il 29 marzo il movimento Nun Te Regghe Più ha consegnato al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Roma,le firme a sostegno dell’iniziativa di legge popolare che chiedeva l’adeguamento alla media europea delle indennità dei Parlamentari italiani: i più pagati i assoluto, pur davanti al disastroso panorama economico nazionale e ai continui sacrifici a cui tutti siamo chiamati.
Sono state raccolte 119606 firme a livello nazionale( ne servivano 50000) e 3136 in Trentino Alto Adige.
Il tutto senza il sostegno dei partiti e con un autofinanziamento totale.I cittadini hanno firmato con fiducia e convinzione. La democrazia diretta può essere una risposta al crescente divario tra rappresentanti e rappresentati, all’incomunicabilità, alla percezione diversa, tra eletti ed elettori , dei bisogni e delle aspettative.

Un intervento del professor Ainis da L’Espresso del 22 marzo.

Una speranza: democrazia diretta
di Michele Ainis
Fioriscono in tutta Italia le proposte di legge di iniziativa popolare. E’ il segnale che esiste una nuova voglia di partecipare, altro che anti politica. E il Parlamento farebbe molto male a sottovalutarlo
(19 marzo 2012) Il popolo italiano ha deciso di indossare i panni di Licurgo, legislatore mitologico di Sparta. Magari i più non ci avranno fatto caso, ma c’è un fenomeno che esprime nel modo più eloquente lo spirito dei tempi: questa pioggia di leggi d’iniziativa popolare che si va abbattendo sul Palazzo. Per scardinare i privilegi della Casta, certo, con un tratto di penna anziché con la ghigliottina, come fecero i rivoluzionari del 1789 contro i privilegi feudali. Tutto sommato è un sistema più pacifico, benché assai meno efficace. E tuttavia non è solo questo menù che bolle in pentola: di leggi popolari ce n’è per tutti i gusti, compresa la proposta di riorganizzare la filiera alimentare (un’idea della Confederazione italiana agricoltori, presentata a gennaio).

E gli emuli di Beppe Grillo? Nel dicembre 2007 lui raccolse 350 mila firme, chiedendo fra l’altro l’ineleggibilità dei condannati in primo grado. Non ne cavò un ragno dal buco, ma adesso i buchi si moltiplicano. Un comitato presieduto da Elio Veltri propone la riforma dei partiti. Ntrp (che poi significa “Non Te Regghe Più”) vuole sforbiciare gli stipendi dei parlamentari e dei grand commis di Stato: l’iniziativa è stata pubblicata sulla “Gazzetta ufficiale” dello scorso settembre, in marzo si chiude la raccolta delle firme. I movimenti 5 stelle si concentrano sulle indennità dei consiglieri regionali, nelle Marche come in Puglia. Il comitato promotore di Aboliamole si scaglia contro le province. E via via: in questo periodo l’officina delle leggi è sempre aperta.

Sicché la legge-fai-da-te mira a soddisfare le più varie esigenze. In Campania un comitato propone una legge regionale sull’energia solare. In Puglia reclamano le quote rosa, fifty fifty a ogni elezione. In Sicilia pende un’altra proposta, accompagnata da 35 mila firme, per garantire l’acqua pubblica. Dalla Sardegna parte una legge popolare per fermare Equitalia. Dall’Abruzzo per ricostruire L’Aquila (da parte della Rete-Aq e con la novità di un testo mobile, che ciascuno può modificare collegandosi a Internet). Assoutenti Liguria vuole tassare le bevande alcoliche. Legambiente si occupa delle fonti rinnovabili (con un testo di 32 mila caratteri: più che una legge, un codice). L’Anmil si dedica alle malattie professionali. Libera la benzina ha raccolto 500 mila firme, dieci volte in più del necessario. C’è perfino una proposta sulla qualità dell’architettura.

Tutto qui? Macché. Dovremmo ancora aggiungere i progetti allevati nel seno dei partiti, come quello socialista: quattro riforme per eleggere un’Assemblea costituente, sull’energia, sui Pacs, sul precariato. Quelli dei sindacati: è il caso della Uil, che punta a restituire ai dipendenti pubblici la loro dignità perduta (Brunetta 2, La vendetta). La doppia proposta sulla cittadinanza e il voto agli immigrati (110 mila firme appena depositate in Parlamento). Altre iniziative a proposito dell’economia sommersa. Ma la più dirompente è la proposta pubblicata sul foglio legale dello Stato il 14 febbraio: quorum zero ai referendum, firme elettroniche, recall e poi referendum propositivi, confermativi, obbligatori. Insomma l’uso di uno strumento di democrazia diretta (le leggi popolari) per rafforzare la democrazia diretta.

Questo diluvio di proposte riflette un moto di disperazione collettiva: voi in Parlamento state lì a girarvi i pollici, vediamo se almeno siete capaci di scrivere le leggi sotto dettatura. Ma vi si riversa inoltre una speranza, un’energia politica tutta in positivo. C’è una voglia di partecipare, una nuova passione per le sorti della polis. Sicché le Camere farebbero assai male a rispondere inarcando un sopracciglio, anche se è sempre stata questa la loro reazione: per dirne una, la legge popolare sui nidi d’infanzia, presentata nel 2008, non è mai stata esaminata. Tanto più quando l’Europa, dal prossimo mese di aprile, ha deciso d’inaugurare l’Ice, la legge di iniziativa popolare europea. E allora delle due l’una: o il Parlamento italiano si rassegna a dividere con i cittadini i suoi poteri, o gli italiani divorzieranno dalle assemblee parlamentari.

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Responses

  1. Il 29 aprile c’è un Referendum per l’abolizione delle Comunità di Valle. Occasione unica per abbattere sprechi, CASTE, stipendi e poltrone. Comunità che non sono previste dalla Costituzione, né da altre Regioni italiane. Hanno numeri assurdi: Giudicarie 99 consiglieri; Val di non 96; Alta Valsugana 45 ecc… Presidenti e Vice pagati da noi! Dai 1000 ai 3000 euro.
    Il popolo trentino è maturo per decidere con la propria testa e abolirle?

    • Il 29 aprile bisogna votare per eliminare le Comunità di Valle: sono un carrozzone inutile, incostituzionale e costoso. Io ho firmato perchè il referendum si tenesse. Si può essere d’accordo o no per mantenere le Comunità, ma votare è indispensabile. La democrazia si preserva con il voto e chi preme per l’astensione offre un pessimo servizio alle istituzioni


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