Pubblicato da: chinonrisica | 15 marzo 2012

Populismi di governo e flop di piazza

Un coraggioso editoriale del Direttore de L’Adige, Pierangelo Giovanetti , all’indomani del raduno -flop di sabato 10 a difesa dell’autonomia.
L’autonomia deve guardarsi solo da chi la usa per mantenere un sistema feudale di potere. E guarda caso sono proprio coloro che se ne riempiono la bocca ad insidiarne le prerogative e la specificità. Con l’arietta altezzosa da primi della classe.

Populismi di governo e flop di piazza

PIERANGELO GIOVANETTI

Per fortuna nessuno,fuori dai piccoli confini trentini, s’è accorto ieri del flop clamoroso del raduno di assessori, aspiranti consiglieri provinciali e segretari di partito inpiazza Battisti nel nome dell’autonomia. Avremmo rischiato la pernacchia sonora del resto d’Italia,tra le risate generali. Settecento persone, per lo più militanti di partito e personale politico, che scendono in piazza per protestare perché il Corriere della Sera ha scritto che il governatore Dellai prende uno stipendio mensile più alto della Merkel e di Obama(cosa peraltro vera). Una sfilata di relatori e di«convocati», che vivono per lo più di stipendi pubblici o di prebende provinciali, che si mobilitano contro chi chiede all’Autonomia trentina di non sprecare i soldi che ha. Un presidente che da quindici anni governa questa Provincia, che con la sua corte di assessor i sfila tra i gagliardetti per«difendere» l’Autonomia .Dichiarando quindi di fatto il fallimento di quindici anni di governo, se non è stato capace di difenderla con quel po’po’ di strumenti che aveva. Una totale autoreferenzialità dei protagonisti e assenza di popolo (e di spontaneità)che fa ringraziare Iddio che i centomila dell’Asar non erano così, perché altrimenti l’Autonomia non l’avremmo mai vista riconosciuta. Se la cosiddetta adunata di ieri doveva servire a «mostrare i muscoli» e ad«alzare la voce» contro chi critica l’Autonomia, s’è rivelata un autentico boomerang, dimostrando ancora una volta che chi governa deve governare(bene) non usare le piazze (peraltro vuote) per autolegittimarsi e perpetuarsi (magari per il quarto mandato). Questa non è difesa dell’Autonomia, è populismo che una volta si rimproverava alla Lega. Perché la forza dell’Autonomia si dimostra governando in maniera diversa il territorio rispetto ai centralismi statali, alle burocrazie ottuse, agli sprechi dei costi della politica. Non facendo gli offesi, se(giustamente) qualcuno li critica. Grazie al Cielo l’identità profondamente autonomista dei trentini non si misura dalla manifestazione di ieri, perché altrimenti saremmo messi veramente male. Ma se ieri la gente, il popolo, i trentini, non sono scesi in piazza (erano molti di più per il ritrovo spontaneo delle donne «Se non ora quando» dello scorso anno), non è per indifferenza, ma perché l’Autonomia non è sentita come minacciata da Forze del Male o da Poteri centralisti e autoritari, o da Lobby giornalistiche avverse. Semmai l’Autonomia è avvertita a rischio, perché se ne è perso il significato di autogoverno e di collaborazione di tutti. Perché si è avvitata su stessa in un centralismo provinciale che a volte è peggio di quello nazionale; perché i Comuni – che sono la base dell’Autonomia – sono svuotati di poteri; perché troppi – a cominciare dagli amministratori – ritengono l’Autonomia solo una questione di soldi; perché non si muove nulla in questo nostro Trentino a cominciare da molte imprese, categorie,associazioni, se non c’è Mamma Provincia a dare il là, a fornire i soldi, a organizzare e dirigere.
Questi sono i pericoli per l’Autonomi avvertiti dai trentini, rafforzati da leggi antiautonomiste come l’«Adelina» che cancellano secoli di storia di gratuità e d volontariato nella gestione della comunità,trasformando in occupazione e indennità di carica anche il fare l’assessore supplente del Comune di Massimeno.Se il resto d’Italia, che non ha nemmeno i soldi per riparare le scuole a rischio di crollo, chiede ragione di come spendiamole risorse in gettoni di presenza delle circoscrizioni, o per inventarsi nuove cariche elettive del terzo livello, o per vitalizi da 6.000 euro netti al mese assegnati ad ex consiglieri da quasi 40 anni, non possiamo rispondere rispolverando piumotti e la banda e scendere in piazza gridando al nemico. Si risponde governando meglio, rendendosi conto che certi lussi non sono più sostenibii neanche per noi in tempi di crisi generale,in cui l’Italia tutta è chiamata a tirare la cinghia .Alle altre regioni vanno dati segni concreti che qui non si spreca il denaro pubblico. Al governo nazionale si deve anticipare un progetto di contenimento di risorse e di compartecipazione al risanamento del debito nazionale, prima che Monti batta cassa chiedendo anche alle Autonomie speciali di fare la propria parte. A chi accusa i trentini di vivere alle spalle«dell’autonomia sudtirolese», si risponde con un progetto di Terzo Statuto e di collaborazione fra autonomie provinciali. A chi a Roma e a Bruxelles accusa l’Autonomia di privilegio, si controbatte con una presenza politica trentina forte e rappresentativa in Parlamento e a Strasburgo, che sappia far conoscere e far valere la specialità trentina. A chi fra i giovani non sa cosa è l’Autonomia e la nostra storia, si fa fronte insegnandola di più e meglio nelle scuole, nelle associazioni, nelle comunità di valle. Questo va fatto per difendere l’Autonomia,non nostalgici (e vuoti) pseudo raduni di piazza, che dimostrano solo l’impotenza politica di replicare coi fatti a chi ci accusa di essere solo dei privilegiati.
p.giovanetti@ladige.it

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Responses

  1. è talmente evidente che quelle facce (sempre le solite xaltro) erano lì x difendere piuttosto i loro particolari privilegi, in soldoni e nella facoltà di poter disporre delle risorse senza render conto a nessuno, nemmeno a chi glielo permette. Quanta arroganza!!!

    • Arroganti e presuntuosi. Incapaci di riconoscere valore all’altrui giudizio. Un flop meritato che hanno fatto passare per adunata oceanica. Io ero al banchetto delle firme per il referendum…..c’era più gente in fila da noi!!


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