Pubblicato da: chinonrisica | 23 febbraio 2012

Co.Re …..per ora solo Trentino Alto Adige

Disquisire sui benefici di cui godono i rappresentanti della nostra politica è oggi fin troppo facile, demagogico e populista. Così come è illusorio aspettarsi che possa venire qualcosa di non demagogico dagli stessi rappresentanti istituzionali.
Il Trentino non fa eccezione se, come evidenziato anche da autorevoli fonti, il privilegio di disporre di un’esagerata disponibilità di risorse economiche, e soprattutto della sua discutibile gestione, è diventato uno dei tratti salienti e più discussi dell’amministrazione della politica provinciale e regionale.

Non vorremmo scomodare la memoria di Degasperi o di Don Guetti; sappiamo che sono trascorsi decenni da quando posero le basi per la rinascita di questo piccolo lembo di terra. Crediamo però che qualcosa della loro testimonianza e memoria sia ancora presente. Sta a noi resuscitare il senso perduto di appartenenza a questa terra ed ai suoi valori, al significato e al valore del limite, della sobrietà e perfino dell’Autonomia.

Vogliamo immaginare che sia possibile una politica sobriamente “dimezzata” nei suoi privilegi, per ritrovarla più realmente vicina ai bisogni della comunità, alle sfide dei nuovi tempi, anziché sempre più lontana e legata ad una gestione che distribuisce le risorse per gestire innanzitutto favori e consenso.
Perché i troppi privilegi, che permangono malgrado le attuali incertezze, sono diventati tali per gestire la convergenza verso una vecchia concezione della “centralità” della politica.

Per questo riteniamo di esercitare un’azione di cittadinanza responsabile dando inizio alla raccolta firme per presentare due quesiti referendari per l’abrogazione della L.R. 2/1995, sia completamente sia nella parte in cui prevede la cosiddetta “diaria”.

Non contro qualcuno, ma per il nostro territorio e la sua tradizione.

CORE trentino conta sulla presenza e sulla sottoscrizione dei cittadini trentini e altoatesini per raccogliere in 4 mesi le 15.000 firme necessarie.

Questa iniziativa si basa sull’autofinanziamento per questo chiediamo la partecipazione di tutti.

I dati economici degli ultimi mesi e le notizie in base alle quali un politico vale sei dipendenti pongono seri problemi di coscienza.
In vent’anni, dal 1990 al 2010, gli stipendi dei consiglieri regionali sono aumentati del 149%. Nello stesso periodo la retribuzione media da lavoro dipendente ha avuto un incremento del 112%. E anche per i lavoratori autonomi e i professionisti non sono tempi facili.
Nel 1990 la retribuzione dei consiglieri regionali era 69.200 euro lordi e nel 2010 arrivava a 172.300.
La recente approvazione di un taglio di 290,00 euro alla diaria (una somma aggiuntiva alla indennità, con la funzione di rimborso spese, totalmente detassata e senza obbligo di rendicontazione che supera i 3.000 euro mensili) è avvenuta a voto segreto.
In questo clima di scarsa collaborazione, per fare ciò che ormai i cittadini reclamano a gran voce non bastano i disegni di legge (progetti di legge che poi devono essere approvati dalla maggioranza degli stessi consiglieri, così restii a diminuirsi persino 290,00 euro mensili).
Occorre una presenza che possa coinvolgere le persone, gli elettori.
Il referendum è una modalità di esercizio della democrazia, il modo più semplice e diretto. I Padri costituenti lo avevano pensato perché i cittadini potessero dare voce al loro dissenso su una legge. Non su tutte, naturalmente, ma su molte, anzi moltissime.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: