Pubblicato da: chinonrisica | 17 gennaio 2012

Il “valore” della democrazia

Dopo l’incontro-dibattito con Gian Antonio Stella, ieri sera a Trento, e dopo aver scoperto che una donazione ad un’associazione di solidarietà sociale gode di una detassazione molto più bassa di quella effettuata ad un partito politico, mi sono fatta qualche domanda sul permanere di queste associazioni private che occupano ogni spazio pubblico e ci costano molto, in termini di denaro e di rappresentanza.
Devo ammettere che sempre più spesso si avverte ostilità, quando ci si presenta come appartenenti ad un partito. Come se la politica non fosse un’attività strettamente collegata alla natura umana.
Politica, però, e non giostra di partiti, naturalmente!!A seguire il link ad un sito che riporta dati importanti sul finanziamento ai partiti. Finanziamento pagato con i soldi delle nostre pensioni, della nostra sanità. A quando un nuovo referendum che abolisca la legge che tutti i partiti difendono, senza renderla troppo palese e che assegna un euro per ogni voto? La democrazia è un “valore” soprattutto perchè costa?

http://www.giornalettismo.com/archives/189293/quanto-ci-costa-votare-i-miliardi-che-regaliamo-ai-partiti/
Quanto ci costa votare: i miliardi che regaliamo ai partiti
Tommaso Caldarelli Tweet 16 gennaio 2012
La famelica macchina dei rimborsi elettorali nel libro di Paolo Bracalini
La democrazia ha un costo? I costi della politica sono sopportabili, o il carosello degli incravattati del Parlamento sta mandando a ramengo il bilancio dello stato? I partiti, custodi secondo la nostra Costituzione del gioco democratico del paese, sono organizzazioni elefantiache che, in Italia come nel resto del mondo, hanno un costo non indifferente, da finanziare in qualche modo. La scelta, nel nostro paese, è quella di sostenere la politica con un imponente legislazione che impone al contribuente, ai conti pubblici insomma, un trattamento di assoluto favore per le organizzazioni politiche, che ottengono per ogni voto una certa quota in risarcimento.

IL COSTO DEI PARTITI – Per la precisione, racconta Paolo Bracalini nel suo Partiti SpA di recente pubblicazione, dopo il referendum del 1993 che abolì la legge per il contributo pubblico alla politica, il legislatore italiano aggirò il risultato referendario per arrivare alla legge del rimborso, che “reintroduceva di fatto il finanziamento pubblico sotto forma di rimborso elettorale. Il rimborso, disponeva la legge, non sarebbe stato calcolato sulla base delle spese, ma moltiplicando il numero degli italiani quale risultava dall’ultimo censimento, compreso i non aventi diritto, moltiplicato per lire 1600″. Il risultante sarebbe poi stato spartito dai partiti in base alle percentuali ottenute; tale ammontare è stato da ultimo aggiornato al 2002 quando viene elevato ad un euro per ogni cittadino per ogni anno di legislatura, il che vuol dire che per ogni periodo elettorale il partito prende un euro all’anno per voto (analogo trattamento per le elezioni amministrative a cui i partiti partecipano). Spese di campagna elettorale, manifesti, propaganda, invii in contrassegno postale sono le spese più comuni che i partiti affrontano: ecco i totali di questo assalto alla diligenza, nelle tabelle elaborate da Bracalini
I totali sono impressionanti: in due tranche, prima delle elezioni del 2008 che hanno visto un radicale mutamento del quadro politico, Forza Italia riceve quasi 300 milioni di euro in cinque anni, i Ds si fermano poco sopra i 200, segue Alleanza Nazionale che arriva a 140 milioni di euro, ancora la Margherita con 134 milioni di euro, Rifondazione Comunista con oltre 70 milioni di euro, la Lega Nord con 55 milioni di euro, di poco preceduta dall’UdC con 62 milioni di euro: peraltro, alcuni di questi partiti non hanno nemmeno partecipato a tutte le competizioni elettorali. Dal 2008 ad oggi, poco più di tre anni dunque, gli importi sono impressionanti: il neonato PdL è a 350 milioni euro di rimborso elettorale, il PD si assesta quasi a 250 milioni, la Lega è un soffio sotto i 90mila euro e giù giù con i quasi 55 milioni di IdV e di UdC, 13 milioni per la Sinistra Arcobaleno. In oltre dieci anni, a conti fatti, arriviamo a quasi 2 miliardi di euro per tutta la macchina della politica.

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Responses

  1. Perche’ siamo obbligati a dare queste cifre a gente senza aret ne parte. Hanno dimostrato ampiamente di NON sapere governare…. Anzi..!!!!!!

    • Comincio a credere che si tratti di organizzarsi. Se non vogliamo dare loro i nostri soldi non possiamo fare altro che sostituirli con gente competente, possibilmente dopo averli messi in condizioni di non campare più a spese nostre!


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