Pubblicato da: chinonrisica | 5 gennaio 2012

Le monetine e Cortina

Simonetta mi segnala questo bellissimo articolo di Massimo Gramellini, tratto da La Stampa di ieri.
La retata di evasori a Cortina e l’indignazione che ciò ha suscitato porterà assai presto qualcuno a sostenere che gli Italiani sono i soliti forcaioli: lanciano monetine a Craxi, esultano per la caccia a chi froda il fisco, si accaniscono contro i poveri parlamentari, così bistrattati dalla sorte!!
In tutta onestà sono d’accordo con il Presidente del Consiglio Monti che dichiara come gli Italiani abbiano accettato con atteggiamento serio, quasi britannico, una manovra assai pesante.
Ai tempi di Mani Pulite fummo portati ad esempio di pazienza e tolleranza verso una classe politica vergognosa( qualche monetina, mentre altrove si sovvertivano gli ordinamenti istituzionali!).
Davvero non mi pare che ci si possa considerare forcaioli o che si plauda ingiustamente davanti alle altrui disgrazie( quelle di chi non paga le tasse non riescono a commuovermi!).
L’evasore fiscale usa servizi che non paga( e magari li disprezza pure), vivendo alle spalle della società che lo mantiene mentre lui si gode il maltolto.
Se la crisi potesse servire ad un cambio di mentalità, credo la sopporteremmo con meno angoscia.
Gramellini analizza in modo serio e acuto il rapporto tra noi Italiani e il Fisco, attraverso Equitalia, che sembra un po’, nel suo operato, lo sceriffo di Nottingham
Buona lettura.

Equitalia, il cane lupo e i cittadini

La guerra di sguardi lividi e carte bollate che gli italiani hanno ingaggiato da anni con Equitalia non ha nulla a che spartire con i gesti criminali di chi in questi giorni, nonostante le smentite della Storia, vuole farci credere che le ingiustizie si guariscano evocandone la madre: la violenza.

La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato.

Secondo il manuale di educazione civica che prende polvere da decenni nelle nostre librerie, i cittadini sono lo Stato. E le tasse, di conseguenza, lo strumento per finanziare se stessi. Non pagarle rappresenta un atto di masochismo. Ma in Italia non è così. Per un italiano lo Stato è altro da sé, è un vampiro arrogante da buggerare più che si può. Di solito viene identificato con la casta costosa, pletorica e inefficiente dei politici, con il treno sporco e perennemente in ritardo dei pendolari, con il funzionario pubblico che digrigna i denti al di là dello sportello, complicandoci le cose facili e non semplificandoci quelle difficili.

D’altro canto, per un funzionario pubblico il cittadino italiano non è il suo datore di lavoro, ma un postulante. Non il comproprietario dello Stato, ma un suddito. L’effetto di questa estraneità reciproca, rimasta grosso modo inalterata dai tempi delle invasioni barbariche, si riverbera sulla relazione cruciale fra chi paga le tasse e chi le riscuote. Il contribuente considera Equitalia un taccheggiatore. Equitalia considera il contribuente un evasore.

Equitalia detesta il contribuente perché sa che egli farà o ha già fatto di tutto per fregarla. Perciò gli starà addosso con i metodi dell’inquisitore, applicando senza un briciolo di buon senso quelle leggi che le consentono di pignorare la casa e l’auto a chi non possiede nient’altro per lavorare e quindi per pagare le tasse. L’agenzia agirà come se avesse sempre ragione e quando la giustizia le darà torto si rifiuterà di riconoscerlo fino all’ultimo grado di giudizio, confidando nella stanchezza del cittadino, che pur di non spendere altri soldi in tribunale accetterà di pagare in forma scontata una somma che non avrebbe dovuto pagare affatto.

A sua volta il contribuente ritiene che Equitalia si accanisca contro di lui perché è piccolo e nero, mentre i grandi patrimoni vengono risparmiati e coloro che portano i soldi all’estero o mettono le proprietà immobiliari all’ombra di società di comodo non correranno mai alcun rischio. E’ portato a considerare veniali le sue colpe, anche quando ci sono, e sproporzionata la reazione della controparte.

Questo stato d’animo è aggravato, o forse addirittura determinato, dalla mancata percezione dell’interesse comune. La maggioranza degli italiani è convinta che le tasse riscosse da Equitalia non serviranno a pagare i servizi essenziali, ma a ingrassare i soliti noti, perciò vive l’evasione come una forma di autodifesa invece che come una diserzione sociale. In realtà i servizi, anche se pessimi, ci sono e ce ne stiamo accorgendo adesso che cominciano a scarseggiare. E ci sono anche gli evasori: quelli grandi, certo, ma pure i piccini, che la latitanza dei grandi non rende meno colpevoli.

Quando si parla di cartelle esattoriali ogni italiano diventa doppio. La sua parte A applaude all’irruzione delle Fiamme gialle negli alberghi di Cortina durante le festività natalizie, a caccia di ricconi esentasse. Ma la parte B solidarizza con gli abitanti di Cortina che dal prossimo Capodanno rischiano di perdere la clientela e quindi il lavoro. In genere questa parte B è particolarmente sviluppata quando l’azione invasiva dello Stato lambisce le nostre tasche. Quando invece tocca quelle degli altri, rifulge al massimo splendore la parte A. Una schizofrenia che raggiunge livelli di autentico interesse scientifico in una certa sinistra radicale a cui ha appena dato voce Beppe Grillo. Quella che invoca uno Stato cane lupo, da aizzare addosso agli evasori, tranne poi lamentarsi se il cane lupo Equitalia sbrana tutto ciò che fiuta.

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Responses

  1. una prima riflessione, in attesa di un commento più approfondito in altro momento…l’articolo mi trova d’accordo nella sostanza, ma, x piacere, basta con l’assimilare Beppe Grillo ad una fantomatica “sinistra radicale”, con cui non ha niente a che fare, peraltro x sua stessa ammissione. d’altronde, se uno volesse riconoscersi nell’ideologia della sx radicale, farebbe riferimento ad altri partiti e non a lui

    • Credo anch’io che Grillo non sia affatto un esponente della sinistra radicale. Passa per tale( ad un analista disattento!) perchè è controcorrente, in molti casi. Ma non c’è nulla di più omologato e prevedibile, in Italia, della sinistra radicale. La trovo stantia e polverosa. Ha lasciato campo libero, con certi suoi errori grossolani, al qualunquismo, al buonismo inutile, alla difesa di molti aspetti deleteri del passato. Mi spiace scrivere queste cose, perchè ho molti carissimi amici che in tale corrente di pensiero si riconoscono!Però,secondo il mio parere, è così.

  2. sono appartenuta anch’io a quella corrente, in passato, ma ora ritengo che non abbia più senso di esistere, anzi, x la verità, abolirei tutte le correnti e vorrei vedere al governo della nazione persone consapevoli, appunto, che il bene loro è anche quello degli altri…Gramellini dice bene, è una guerra tra le finanze impoverite e i cittadini impoveriti, ma il problema è che se le finanze sono impoverite è grazie a quei pochi (?) che si sono arricchiti attingendo a piene mani proprio a queste ultime; e i cittadini impoveriti, magari non essendolo stati prima (in cui mi riconosco, purtroppo) si sentono impotenti di fronte ad una classe dirigente che si dimostra incapace di attingere dalle tasche giuste, cioè fare provvedimenti eticamente corretti, così si sfogano con il primo capro espiatorio che individuano come rappresentante di chi li deruba e con cui possono avere un contatto diretto (logicamente inutilmente); devo dire che un po’ li capisco e posso anche capire la stizza nei confronti di Equitalia, con cui ho avuto pure io la mia (pur minima) esperienza: essendo stata multata a Rovereto nel 2010 (e non ne prendo molte!) ed essendo in un momento di particolare difficoltà, ho deciso di pagare in ritardo (a distanza di un mese e mezzo); ebbene, a distanza di 1 giorno dall’avvenuto pagamento, mi è arrivata la maggiorazione x mora! e assicuro che è molto frustrante anche così, figuriamoci x chi regge sulla solvenza dei creditori la sua attività lavorativa!! (e faccio presente che io sono una di quelle consapevoli che le tasse vanno pagate e che ciascuno deve contribuire secondo le possibilità, xchè lo Stato siamo noi!)

  3. mi correggo: la solvenza dei debitori…

    • Io provo una vera e propria rabbia quando devo pagare il canone RAI. Un autentico scippo per la TV monnezza che ci propongono. Non saremmo neppure umani se non ci sentissimo disgustati da quanto avviene. A nessuno piace pagare le tasse sapendo di mantenere con esse un esercito di sfruttatori parassiti. Abbiamo fatto uno sforzo grande accettando la manovra Monti e mantenendogli un ampio consenso.Ora abbiamo diritto di vedere ripagati i nostri sforzi, sia pure con lo spettacolo dei vip impauriti dai controlli a Cortina. Certo dovrebbe essere una prassi consueta quella dei controlli, non un contentino una tantum. Se davvero continueranno ad esercitare un pressing sui potenziali evasori vorrà dire che il vento sta cambiando. E sarebbe ora!

      • brava, me ne stavo dimenticando, del canone da pagare alla RAI spazzatura, è da mo’ che vado dicendo che vorrei pagarlo magari a LA 7…e viva i controlli a Cortina, mi sembra superfluo dirlo, almeno in questo blog

      • Te lo ricordano ogni 2 per 3 che devi pagare il canone! Secondo me quelli seri si vergognano di continuare a bombardarci offrendoci così poco in cambio.
        Controlli a tappeto, e non solo a Cortina!


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