Pubblicato da: chinonrisica | 23 novembre 2011

Una iniziativa popolare

Da oggi è possibile recarsi presso la Segreteria Generale del Comune di Trento per sottoscrivere un disegno di legge di iniziativa popolare denominato come segue:

«Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennita’ degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione di questa proposta di legge di iniziativa popolare.

L’iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook “Nun Te Regghe Più”, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo:

“i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’unione per incarichi equivalenti”

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati, depositati in molti Comuni italiani. Per il Comune di Trento, presso il quale si trovano i moduli in questi giorni, la raccolta si effettua negli uffici della Segreteria Generale di via Belenzani 19 , dalle 8,30 alle 12 dal lunedì al venerdì. Io stessa, poi, posso autenticare le firme di chi desiderasse sottoscrivere la proposta sul territorio comunale.
L’elenco degli altri Comuni presso cui è possibile firmare, fino alla metà di marzo, lo trovate all’indirizzo

http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

L’iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti.
50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali.

Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più.

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Responses

  1. E’ semplicemente scandalosa l’assenza di pubblicità a questa iniziativa popolare. Mentre cioè da parte dei partiti vengono fatte generiche affermazioni a cui non seguono nè adesioni individuali nè pressioni sul Parlamento e il Governo per le rispettive competenze, i giornali e i media si guardano bene dal segnalare ai cittadini questa opportunità legittima di tramutare e indirizzare il malcontento e l’accusa populistica nella concreta sottoscrizione della proposta. Immaginiamo già tutti gli appigli da “azzegarbugli” a cui la…casta si potrà attaccare, ma è fuor di discussione che un afflusso numeroso, costante e…incessante degli elettori metterebbe in primo piano l’urgenza primaria e di buon esempio da parte degli enti al potere. I Comuni, ad esempio, non stanno facendo…propaganda, oppressi come sono dalle ristrettezze di bilancio e non rendendosi conto della loro preponderante funzione operativa nella raccolta delle firme. Occorre lungimiranza e non arroccamento autoreferenziale e burocratico. E noi cittadini dobbiamo firmare e propagandare anche per il bene…loro.

    • E’ vero, manca la comunicazione,anche se l’iniziativa è di un gruppo facebook.
      Occorre organizzarsi per difendere la democrazia attraverso il passaparola, la rete, le liste di contatti.
      In Egitto e in Siria la gente va in piazza rischiando la vita…i nostri giornalisti spesso non vogliono rischiare il loro posticino al sole, dato che la politica finanzia molta parte della stampa”che conta”!


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