Pubblicato da: chinonrisica | 20 novembre 2011

Scuola di democrazia

Appare assolutamente condivisibile la proposta, pervenuta dalla UIL di Trento, di un garante dell’autonomia scolastica, perchè l’educazione alla democrazia comincia dalla scuola e una scuola subordinata al potere esecutivo non garantisce libertà di insegnamento e di valutazione, contraddice l’idea stessa di democrazia.

La limitazione nella valutazione, mai inferiore al 4, l’imposizione di terminologie fittizie e poco incisive per definire la condotta e le insufficienze, sono tipiche del regime. A cui la scuola, libera per etimologia e dettato costituzionale, autonoma per legge, non può sottostare senza reagire.
Con molti colleghi ho, negli scorsi anni, presentato una petizione all’Assessore Dalmaso per rettificare quello che appare, a tutti gli effetti, una violazione della libertà di valutazione dei docenti.

Con la nascita del nuovo Esame di Stato, alla fine degli anni ’90, una circolare ministeriale ricordava a noi insegnanti come fosse opportuno usare tutta la gamma di votazioni ( da 1 a 10) per consentire che gli studenti fossero valutati in modo diversificato e veritiero.
In Trentino, invece, i registri personali dei docenti riportano votazioni che poi, ufficialmente, non possono essere inserite nelle valutazioni finali. Sarà legale tutto ciò?A chi giova? E a quando il 18 obbligatorio, con delibera di Giunta, per l’Università provincializzata?

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