Pubblicato da: chinonrisica | 13 ottobre 2011

Vasi di ferro e vasi di coccio

Un nuovo patto sull’Università

Da L’Adige di ieri riporto un bell’intervento a favore dell’Università libera dalla longa manus della soffocante politica trentina.
In Trentino si vuole emulare la feudale realtà altoatesina , il cui ateneo è costantemente bacchettato dalla Corte dei Conti.
Non ci siamo, la cultura è altro dall’Università in generale e da quella trentina in fieri in particolare.
Franco de Battaglia analizza assai bene la posizione coraggiosa di Vanni Pascuzzi.
Ci sono docenti accucciati tra le grinfie del potere,per favori ricevuti e mediocrità culturale, e docenti coraggiosi. Troppi i primi, troppo pochi i secondi.

Da L’Adige di mercoledì 12 ottobre

L’Università di Trento si è collocata al quinto miglior posto fra le università italiane nella classifica internazionale THE, stilata a Londra. Il primo ateneo Italiano nella lista è Bologna. Trento è quinta italiana, al 298° posto. R.U. «Non ho scritto nulla di polemico nei confronti del mio rettore, che stimo. Ha preso una decisione che non condivido. Poiché riguarda un aspetto fondamentale della vita accademica, per rispetto dell’istituzione mi sono fatto da parte. A mio avviso è stato violato l’articolo 33 comma 6 della Costituzione che recita: “Le istituzioni di alta cultura, Università e Accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato …”. Non ho nulla contro l’ingresso in Commissione Statuto di esterni alla comunità. Ma se gli esterni sono in maggioranza il principio, a mio avviso non viene rispettato». Giovanni Pascuzzi (Prorettore dell’Università dimissionario) C osa lega queste due notizie? Cosa unisce il prestigioso risultato della giovane università di Trento, alle annunciate dimissioni del prorettore, membro della Facoltà di Giurisprudenza? Il timore che Trento – con la prossima «provincializzazione» – retroceda, perdendo non solo le caratteristiche di libertà accademica che l’hanno caratterizzata, ma – di conseguenza – la sua capacità di attrarre gli insegnanti più motivati e gli studenti più curiosi. È un tema delicato. L’università resta sempre un «collegium», un incontro fra docenti e studenti, non uno schema didattico calato dall’alto. Il «mix» che rende «migliore» un’università, poi, deriva da molti fattori: «studiabilità», vivibilità, contatti umani (si impara dagli uomini, professori e compagni, non dai libri) misura: Princeton e Cambridge hanno circa 15 mila studenti, Trento sta per superare questa soglia. La commissione istituita per il nuovo Statuto vede prestigiosi rappresenti di altre università private italiane (di fatto, provincializzata, l’Università di Trento diverrà assimilabile a una «privata») come la Bocconi, la Luiss, che sono però legate a poteri estesi (il tessuto degli industriali lombardi, la Confindustria, i ministeri romani …). Sono realtà che spesso hanno una visione funzionale dell’Università, magari vicina al mondo del lavoro, ma lontana dalle vere necessità di oggi, che sono di insegnare ai giovani a «ritornare» a essere liberi di saper pensare con la propria testa, invece di cliccare i programmi che i «grandi fratelli» preparano per loro, di saper elaborare nuove idee, non di ripetere gli schemi dell’economicamente e scientificamente corretto, che hanno portato alla crisi. Lo «sbilanciamento» della Commissione Statuto solleva, in questo senso, legittimi dubbi su quale università si voglia approntare e il professor Pascuzzi ha fatto bene a sottolinearli con l’unico atto «forte» (le dimissioni da vice-rettore) che poteva usare. Fra tutte le università, di per sé – come ben sapeva uno dei predecessori del rettore Bassi, Fabio Ferrari – Trento dovrebbe essere proprio quella da «non provincializzare». Le traversie di Bolzano dovrebbero ammonire su cosa accade agli atenei troppo contigui al governo delle autonomie. L’università di Trento non ha dietro di sé una rete estesa che la sorregga, ma solo la Provincia, la Fondazione Cassa di Risparmio, Dellai, perché esiste ancora, specie in alcuni ambienti economici (e Bassi lo sa bene) una sorta di partito trasversale antiuniversità, che non ne capisce il ruolo e, per grettezza, ne soffre i costi. Poi la vicinanza del potere costituisce una forte tentazione, con le consulenze «ad personam», una pratica contro cui Massimo Egidi si era strenuamente battuto. Se l’università diventa «consigliere» del principe il passo è breve perché si trasformi nel suo braccio secolare. I pericoli sono ben noti, ma il progressivo, inarrestabile smantellamento dello stato italiano, induce ad aggrapparsi alla Provincia prima di cadere nel baratro. Questo è il punto. Se è così, però, l’occasione del nuovo Statuto non può ridursi alla redazione di una «Carta» con prestigiosi consulenti che non hanno però vissuto la crescita del «progetto» trentino, che andava oltre l’ateneo. Per questo il riconoscimento internazionale attribuito a Trento da THE (il «Times Higher Education Magazine», che non ha più a che fare con il giornale «Times» e pubblica annualmente una classifica degli atenei migliori del mondo) deve richiamare il nome e il disegno di Bruno Kessler, che non solo ha fondato l’università difendendola quando gli ambienti più retrogradi volevano farla chiudere, ma l’ha affidata a uomini liberi (e basta citarne due che hanno poi fatto altre scelte, Paolo Prodi e Pierangelo Schiera, senza contare i numerosi che sono rimasti) anche in grado di opporsi. È questo spirito che ha consentito all’Università di raggiunge i suoi traguardi. La figura di Kesser, a vent’anni dalla morte, sarà ricordata da Gianni Faustini al Circolo Rosmini fra un mese, giovedì 10 novembre, ma ciò che conta è non disperdere la sua ispirazione e volontà, non solo di dotare Trento di un ateneo, ma di farne un «patto» fra trentini per la loro terra. È ciò che deve diventare il nuovo Statuto. È una partita entusiasmante. Ha fatto bene il professor Pascuzzi a richiamarla, mettendosi in gioco in prima persona. fdebattaglia@katamail.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: