Pubblicato da: chinonrisica | 1 settembre 2011

Orticelli che franano

Constato con amarezza che mentre la nave affonda c’è chi cerca di salvare il proprio orticello. Un orticello senza futuro….Ma se ci sono sacrifici è meglio delegarli agli “altri”: chi? Amici, colleghi, fratelli o parenti? Non c’è solidarietà, nè spirito di corpo. Solo un SI SALVI CHI PUO’ avvilente prima che spaventoso. Michele Ainis lo ha evidenziato bene dalle pagine del Corriere di qualche giorno fa!

MICHELE AINIS dal Corriere della Sera del 29 agosto 2011

La manovra d’agosto ha appena cominciato il suo slalom in Parlamento; nel frattempoLa manovra degli egoismi incrociati I «tagli giusti» riguardano gli altri, là fuori, infuria il pugilato. Non una discussione all’altezza della crisi che minaccia i padri e i figli, non critiche magari severe ma accompagnate da proposte costruttive, non uno scatto di solidarietà, o almeno di responsabilità nazionale. No: botte da orbi, calci sugli stinchi. E ovviamente tutti contro tutti, si salvi chi può. Se c’era bisogno di conferme sulla malattia che sta fiaccando il nostro corpo collettivo, eccone una, la più eloquente.
Le prove? Basta sfogliare i quotidiani di questi ultimi giorni. Un minuto dopo la riunione del Consiglio dei ministri, le Regioni sono partite lancia in resta contro lo Stato italiano: 6 miliardi di tagli nel 2012 sono troppi, bussate altrove. Sicché il presidente Errani ha convocato per il primo settembre una Conferenza straordinaria delle Regioni, mentre quelle a statuto speciale già preparano ricorsi alla Consulta. I Comuni invece reagiscono con una manifestazione a Milano il 29 agosto, e intanto s’esercitano nel castigo alternativo, nel risparmio altrui che scongiurerebbe la chiusura di 1963 micro-municipi. Per Franca Biglio, presidente Anpci, basterebbe segare 13 deputati; per Osvaldo Napoli, presidente Anci, meglio segare i pensionati. Quanto alle Province, puntano il dito contro i 24 mila consiglieri di amministrazione degli enti statali, ma non disdegnano nemmeno il pasto del cannibale. Sicché le piccole Province attaccano le grandi (Rieti contro Roma, La Spezia contro Genova): che diamine, in proporzione hanno meno strade extraurbane da curare, ecco dove alberga lo spreco, non certo nelle 29 Province che il governo Berlusconi vorrebbe cancellare con un tratto di penna.
Già, Berlusconi. Per la prima volta ha dovuto rimbeccare il suo alleato più prezioso, giacché la ricetta di Bossi per risolvere la crisi è separare la Padania dall’Italia. Ma i guai maggiori li ha dentro il Pdl, dal momento che la manovra ha fatto da detonatore, innescando fronde e faide e duelli all’arma bianca. Sarà perché fa caldo, sarà perché i politici italiani sono diventati un po’ troppo nervosi. Tanto per dire, nei giorni scorsi Montezemolo ha osato criticare sia la maggioranza sia l’opposizione, peraltro con argomenti non dissimili rispetto a quelli usati da Napolitano al meeting di Cl; e ne ha ottenuto in cambio sberle, prima da Calderoli, poi da Bersani.
Ma almeno in questo la società politica rispecchia la società civile. L’una e l’altra in balìa di piccoli egoismi, fedeltà corporative, astio insanabile verso il vicino di casa. Così, la Cgil proclama uno sciopero generale per il 6 settembre. No, sciopero parziale, dice la Cisl: noi non ci saremo. Così, il cardinal Bagnasco (con una discreta faccia tosta) chiede che tutti paghino le tasse; e immediatamente in Rete monta la protesta, dato che la Chiesa mica paga l’Ici. Così, un emendamento Palma (appoggiato dal vicepresidente del Csm) prevede il taglio di 88 tribunali; e il Coordinamento degli ordini forensi minori sputa fuoco e fiamme contro la lobby dei magistrati. E giù giù, dagli ordini professionali ai calciatori (quelli di serie A pagherebbero 55 milioni per il contributo di solidarietà, e guardacaso non ne hanno alcuna voglia).
Quando t’aggredisce un’emergenza, una calamità nazionale, quello è il momento di serrare i ranghi, di soccorrersi vicendevolmente. Noi non ne siamo capaci, ed è per questo che alle nostre latitudini la crisi economica globale soffia più violenta, perché siamo disuniti. Prendiamone atto, magari può aiutarci a ritrovare qualche forma provvisoria di unità. Per calcolo, se non per sentimento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: