Pubblicato da: chinonrisica | 18 luglio 2011

intra lu core

Chissà quante volte avrò già scritto del mio amore per la musica popolare.
L’ennesimo concerto di ALLA BUA, all’ennesima sagra salentina rinnova l’entusiasmo e stimola riflessioni.
Musica forte e ritmata, semplice ma mai scontata, efficace per curare l’anima e dedicata ad un pubblico variegato.
Bimbi e nonnetti arzilli, signore in carrozzella e badanti scatenate, ragazzi e signore, tutti sudati e saltellanti, con la voglia di cantare insieme in un rito collettivo essenziale.
Il profumo del cibo e dell’eucalipto, delle caroselle e del mare, il vento che ristora da un calore che sembra non infastidire i cantanti e i ballerini: tutto è magico, inesorabile, giusto e intonato.
Nella notte salentina che palpita di tamburelli ed organetti non c’è posto per la disoccupazione, l’ignoranza, la supponenza la prevaricazione. Siamo un corpo solo che esorcizza il dolore e la paura al ritmo della pizzica.
ALLA BUA…..intra lu core!

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