Pubblicato da: chinonrisica | 24 marzo 2011

Diamoci del lei

Mentre scrivo un politico di lungo corso, in tv, chiama per nome un altro ospite. Lo chiama”Gino” facendo intendere che tra i due esista una frequentazione, un rapporto.
Una confidenza coatta, falsa, che crea una melassa di intenti e di relazioni: ci conosciamo,ci fequentiamo e ci stimiamo…ci diamo del tu.
Invece è meglio mantenere le distanze e distiguersi, anche attraverso le parole, da chi non ci è vicino, per familiarità o per vero idem sentire.
La confidenza è una cosa seria e, nel pieno rispetto dell’altro, meglio un educato distinguo, anche formale, tra gli interlocutori.
Chi ostenta confidenza non mi piace, perchè sottintende una familiarità non sempre reale, spesso non condivisa, quasi sempre imposta.
Per conoscere davvero qualcuno devi mangiare insieme a lui sette sacchi di sale. O siamo davanti ad autentici divoratori di cloruro di sodio o ci troviamo di fronte ad una bufala colossale.
Il “tu” ostentato non è sinonimo di confidenza, non implica amicizia: appiattisce, inganna, tranquillizza falsamente, come un valium.
Somministrato a chi, invece, dovrebbe indignarsi ogni giorno, con distacco, educazione e forza d’animo.

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