Pubblicato da: chinonrisica | 6 marzo 2011

Piccole donne….crescono?

La vigilia di questo 8 marzo è scontata.
Sento odore di naftalina piuttosto che di mimosa e questo mi invita a riflettere su ciò che stiamo per festeggiare. Una recente inchiesta sul femminismo, curata da Elisabetta Muritti, guarda con realismo il rapporto tra diverse generazioni di donne:un’adolescente libera e poco propensa a riflettere sulle origini della propria libertà; una madre con un passato di militante, colta e preparata, ma affaticata dalle contraddizioni di una carriera sacrificata per sensi di colpa sconosciuti in passato e nell’attuale presente,e da una figlia inconsapevole; una nonna suffragetta, combattente storica per diritti acquisiti( e poi ridimensionati nei contenuti), ma comunque strappati, con fatica e gloriosa vittoria, ad un regime maschile imperante da sempre.
E conclude con una considerazione: ci sarebbe, secondo le nostre ragazze sessualmente emancipate , più libertà di espressione in una ceretta integrale e in un reggiseno Wondebra che in una rivendicazione di principio.
Questa inchiesta ( pubblicata sul periodico VELVET, inserto de La Repubblica) è molto efficace e piuttosto spietata.
Non parla dell’8 marzo nè del velinismo. Parla dell’evoluzione ( o involuzione?)del concetto di libertà.
Ma è proprio per questo che soffro un po’ nell’accingermi ad assistere a festeggiamenti in onore delle donne.
Può una società schiava del bisogno e del consumo inutile festeggiare davvero le donne e la loro presunta parità? O si tratta dell’ennesima farsa costruita ad arte da fiorai, venditori di dolciumi e uomini con la coscienza sporca?

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Responses

  1. Guarda che ci sono molte donne giovani femministe che sono allergiche alle mimose come te e che vorrebbero che questo giorno fosse un giorno di lotta come sta succedendo nei paesi arabi. Ti lascio il link di un articolo:

    Per un otto marzo di lotte e rivolte

    Mi ha fatto piacere conoscere il tuo blog, ciao

    • Grazie per il link. L’articolo è davvero bello e mi piacerebbe inserirlo sul mio blog( con i dovuti riferimenti, naturalmente).
      Non fraintendermi: amo la mimosa, indipendentemente dal simbolo, ma sono stanca di festeggiamenti che durano appunto quanto la mimosa….un solo giorno. E poi, passata la festa, gabbato lo santo! Ciao e grazie ancora!

  2. Hai ragione è proprio così, si è persa quella dimensione politica e le conseguenze si vedono, a pagarne le conseguenze siamo soprattutto noi ragazze giovani che siamo senza lavoro, senza prospettive e l’unico futuro che sembra realizzabile è quello (se una ha la “fortuna” di essere carina!!! che come nel mio caso non è detto) di fare le escort o la velina
    Per l’articolo non penso proprio ci siano problemi se citi la fonte, pensavo di pubblicarlo anch’io nel mio blog ma non ho mai tempo! E’ sotto una licenza Creative Commons quindi basta mettere il link cliccabile al sito;-)
    Comunque buon otto marzo!

    • Buon otto marzo a te, Rosetta. La festa deve essere dedicata soprattutto a voi, giovani donne, che siete state private delle certezze che noi abbiano ottenuto.
      Il vostro precariato è la nostra sconfitta. Ogni garanzia che viene tolta a voi è un monito di riflessione per noi.
      Siete giovani, ed è la vostra forza. Fare la escort o la velina è una scelta di cui ciascuna risponderà alla propria coscienza. E allo specchio in cui guardarsi ogni mattina…..


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