Pubblicato da: chinonrisica | 19 febbraio 2011

Un albergo per vip

Il Pio Albergo Trivulzio è un luogo malefico. Che sia costruito, come nei romanzi horror, su di un cimitero indiano?
Quasi vent’anni or sono da lì ebbe inizio Tangentopoli.
Oggi si chiedono le dimissioni del presidente del Pio Albergo, Emilio Trabucchi, il quale avrebbe consegnato alla Commissione Casa e Demanio del Comune di Milano una lista solo parziale di coloro che usufruiscono di case popoari a prezzi stracciati.
Tra i nominativi presenti, comunque, ci sono personaggi che tutto paiono tranne che poveri e bisognosi di alloggi pubblici: Carla Fracci, il fratello di Luca di Montezemolo, i figli del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, i nipoti di Francesco Cossiga e Paolo Pillitteri, la compagna di Giuliano Pisapia, Cinzia Sasso, giornalista di Repubblica. Che relega la notizia a pag.21!
Giuliano Pisapia dichiara che “non è reato abitare in una casa di proprietà pubblica”.
Certo, non è reato; ma forse è inopportuno, data la penuria di alloggi e la difficile situazione abitativa che stringe d’assedio tutte le grandi città.
Gli alloggi pubblici devono avere criteri di assegnazione rigorosi e trasparenti.
Quanto accade a Milano denucia l’esistenza di una casta che trascende Berlusconi e delinea l’immagine di un Paese dalla democrazia labile e, forse, di facciata.

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