Pubblicato da: chinonrisica | 12 febbraio 2011

Le radici

Una risposta agli austriaci con passaporto italiano, che non festeggiano l’Unità d’Italia: i salentini, che vorrebbero autonomia e che ospitano, sul loro territorio, una vasta minoranza di lingua grika, gemellati con Atene, fieri delle loro radici, cantano così, come si vede nel video che segue.Il testo è tradotto subito dopo.
I salentini festeggiano con La Notte della Taranta, ospitale e aperta al mondo, il loro essere diversi, sud est del sud. Un rito di allegria e di amicizia, di apertura mentale e culturale. Che qualcuno,in Alto Adige pare non comprenda affatto.

Le tue radici

Se non dimentichi mai le tue radici
Rispetti anche quelle dei paesi lontani
Se non scordi mai da dove vieni
Dai più valore alla tua cultura
Siamo salentini, cittadini del mondo
Radicati ai Messapi, con Greci e Bizantini
Uniti in questo stile con i jamaicani
Dimmelo da dov’è che vieni

Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo in dialetto
E non perché non sappia l’italiano
Ché se voglio parlo anche il jamaicano
Perché l’importante è sapere un po’ di tutto
Anche se a volte di tutto me ne frego
Ma se qualcosa m’interessa son capace di fissarmi
E se è proprio quello che voglio fare mi metto là e lo faccio come posso
Perché devo essere io a decidere di me stesso
E la vera cultura è saper vivere,
Essere coriaceo ma sempre sensibile
Anche se la vita è dura, è meglio saper amare
Persino quando ti sembra impossibile

La difendo, la tengo stretta al cuore
La mia cultura rappresenta ciò che è successo e succederà
In questo mondo, in cui non ha più un valore
Chi parla un’altra lingua o è di un altro colore!
Ti tolgono tutto, anche la voglia d’amare
Ed è ovvio che tanta gente reagisca in modo assurdo!
Ti tolgono tutto, anche le orecchie per ascoltare
Chi piange e chiede aiuto per i torti che deve subire
Ti tolgono persino la terra da sotto i piedi,
Si comprano tutto ciò a cui tieni
Mi dispiace per tutto quello che ci togliete
Ma siamo ancora qui, da qui non ce ne siamo mai andati!

Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole
Dove la gente cerca l’ombra per potersi rinfrescare.
E’ scritto sulle pietre ciò che voglio capire
Sono parole antiche, perché l’uomo non può cambiare!
La memoria è cultura ed è questo che vuole:
Ricorda quel che è stato, per poter capire
Basta mezz’ora perché il boia diventi vittima
Ma la vittima diventa boia senza la cultura!
Su queste radici noi siamo ben saldi
E possiamo amare popoli che non conosciamo
Allontanandoci da quelli che meditano l’odio e la guerra
Ma la mia mente non dimenticherà mai questi criminali!

Difendila, quando puoi difendila
E’ la tua terra, amala e difendila
Ancora, difendila!
Quando puoi difendila
E’ la tua terra, amala e difendila! Da chi?
Da chi vuole speculare e corrompere, difendila!
Da chi vuole approfittare dell’ignoranza, difendila!
Da chi vuole svendere la nostra arte, difendila!
Da chi non vuole più crescere, difendila!
Per chi non ha più speranza
Per chi è rimasto senza forze, difendila!
Per chi non ce la fa ma ci crede, difendila!
Per chi non riesce a starti dietro, difendila!

Vengo dal Salento e quando apro bocca parlo dialetto
E non perché non sappia l’italiano
Chè conosco anche due parole di wolof africano
“chep gen” è il riso che si mangia con le mani
E “mu nu mu cu bbai” vuol dire non posso farne a meno
E “man gi dem man gi dem” vuol dire andiamo adesso andiamo
Dovunque tu voglia purché portando rispetto
E facendoci rispettare per ciò che siamo
Perché la vera cultura è saper vedere
La realtà per quello che è, facile o difficile
La cultura vera è saper capire
Chi veramente ha bisogno e chi è il più debole

La difendo, stretta forte al cuore
Questa è la poesia che crea la terra con l’amore.
Quella che erediti, avendo modo di ascoltare
Grazie a chi la diffonde oggi e qui la può apprezzare.

Vengo dalla terra dove c’è sempre il sole
E per quelli che arrivano c’è sempre il mare!
Quello che devo comprendere sta scritto su queste pietre
E cerco di spiegartelo perché tu possa non dimenticarlo!

Difendila!
Quando puoi difendila!
E’ la tua terra, amala e difendila!
Ancora, adesso, difendila!
Quando puoi difendila!
E’ la tua terra, amala e difendila!

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