Pubblicato da: chinonrisica | 9 febbraio 2011

Assenti ingiustificati

Da Il Fatto quotidiano, un articolo efficace e pacato ( più di quanto siano i commenti sul blog…) circa la mancata partecipazione di Durnwalder e dei suoi sudditi alle manifestazioni per il 150 esimo dell’Unità.
E’ vero, nessuno si accorgerà dell’assenza. Ma forse gli operatori turistici della provincia autonoma potrebbero accorgersi di quanto mancano, alle loro tasche, i profitti derivanti dai magnanimi ( pur se caciaroni) turisti italiani.

Politica & Palazzo | di Lorenzo Galeazzi
7 febbraio 2011

L’Alto Adige non parteciperà
alle celebrazioni per l’unità d’Italia
Il governatore Durnwalder: “Siamo stati annessi a Roma contro la nostra volontà”. Eppure, nonostante la provincia autonoma non si senta “italiana”, per ben due volte ha contribuito a salvare il governo in cambio di importanti contropartite
Luis Durnwalder assieme al presidente della Repubblica
“Non abbiamo nessun motivo per festeggiare l’unità d’Italia”. Parola di Luis Durnwalder, presidente della provincia autonoma Alto Adige – Sudtirol e plenipotenziario della Südtiroler volkspartei, che, al fattoquotidiano.it, spiega i motivi per cui la provincia di Bolzano non parteciperà alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità del Paese.

Dopo l’astensione ai voti di sfiducia contro Silvio Berlusconi (14 dicembre) e Sandro Bondi (26 gennaio) e dopo il parere favorevole al federalismo municipale in commissione bicamerale (finita con 15 voti a favore e 15 contrari), la Svp torna a fare parlare di sé.

Niente stand all’Altare della Patria e a Castel Sant’Angelo. La motivazione ufficiale è che da Roma non è arrivato nessun invito ufficiale anche se Durnwalder non nasconde il suo sostanziale disinteresse per le manifestazioni. Tant’è che l’Alto Adige è l’unica realtà locale a non aver istituito un comitato locale per i festeggiamenti.

“Non abbiamo certo scelto noi di fare parte dell’Italia – spiega Durnwalder – Siamo stati annessi a Roma contro la nostra volontà”. Ma in Alto Adige il 25 per cento della popolazione è di lingua italiana e potrebbe avere piacere che il governo locale partecipasse alle manifestazioni per il centocinquantesimo anniversario. “Se delle associazioni altoatesine vogliono organizzare delle iniziative, noi non ci opporremo – continua il presidente della provincia autonoma – Stesso ragionamento per i due assessori di lingua italiana. L’unica cosa che non potranno fare è di rappresentare ufficialmente Bolzano”. Insomma se gli italiani vogliono festeggiare lo facciano pure, ma non in nome del Sud Tirol. “Se io partecipassi, offenderei i tedeschi e i ladini che sono la maggioranza della popolazione”, spiega Durnwalder.

A ben vedere però chi si potrebbe offendere sul serio sono le formazioni politiche che in consiglio provinciale sostengono la giunta autonomista del governatore: i Süd-Tiroler Freiheit, che chiedono l’annessione dell’Alto Adige all’Austria e Die Freiheitlichen, che invece vorrebbe la costituzione di uno stato sovrano con il Tirolo austriaco. “Sarebbe un harakiri politico se dessi il patrocinio della provincia alle manifestazioni – concede Durnwalder – Né la maggioranza austriaca della popolazione né i partiti politici che la rappresentano accetterebbero la decisione”.

Eppure, nonostante la provincia autonoma non si senta “italiana”, per ben due volte ha contribuito a salvare il governo di Roma. I deputati della Volkspartei si sono astenuti sia durante il voto di sfiducia contro il premier il 14 dicembre e poco più di un mese dopo, il 26 gennaio, in quella sul ministro della Cultura. Un copione che si è ripetuto e che in entrambi i casi ha portato a delle importanti contropartite all’ombra delle Dolomiti. In cambio dell’astensione sul caso del presidente del consiglio, la Svp aveva chiesto e ottenuto la gestione diretta della parte altoatesina del Parco nazionale dello Stelvio (leggi l’articolo), nel caso di Bondi invece aveva strappato l’impegno dell’esecutivo di rimuovere e/o modificare i monumenti che inneggiavano alla cultura italiana (e che riecheggiavano la dittatura fascista) come il monumento alla Vittoria in centro a Bolzano (leggi l’articolo). Ma non parlate a Durnwalder di opportunismo politico: “Sono anni che chiediamo quelle cose. Noi siamo un partito ‘blockfrei’, non ci schieriamo né con la destra né con la sinistra. Non ci interessa la politica nazionale, ma i diritti delle minoranze linguistiche”, dice il presidente che ne ha anche per la Lega: “Non capisco come il partito di Bossi vada a Pontida a fare le sue celebrazioni e poi dia il suo assenso ai festeggiamenti per l’Unità. E’ incoerente”.

La coerenza verso i propri obbiettivi è una virtù che invece non fa difetto alla Südtiroler volkspartei. Vediamo se da Roma arriverà, anche in questo caso, un’offerta che farà fare marcia indietro al partito di Durnwalder e co.

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