Pubblicato da: chinonrisica | 19 gennaio 2011

Gheisha a chi?

Guardo sempre con un po’ di sospetto al Giappone. Un Impero misterioso con pena di morte e riti che, da profana, mi inquietano. Tuttavia questo articolo tratto da Corriere di oggi mi induce a cambiare idea. Le donne giapponesi guadagnano più degli uomini con il loro lavoro e la loro professionalità. Le donne italiane possono dire altrettanto? Almeno, possono dirlo quelle dotate di cultura, laurea e curriculum professionale? Certo, per le rubacuori di turno il problema non esiste. Bastano stomaco e dignità a prova di bomba.

Dal Corriere della Sera, 19 gennaio 2011

Doveva succedere prima o poi. Ora è successo. Per la prima volta nella storia dell’umanità, da qualche parte nel mondo ma non in una qualsiasi, il sorpasso si è consumato. In Giappone dall’anno scorso le donne single hanno iniziato ad avere un «reddito disponibile» più alto di quello degli uomini, comunica l’ufficio per il sondaggio sulla famiglia. Brutalmente, guadagnano di più. Geisha a chi? Allo sbocco della grande recessione, non a loro: le donne nipponiche hanno continuato a incrementare il loro reddito, anzi hanno accelerato l’aumento, mentre i guadagni degli uomini finivano in depressione.

Il Giappone ne ha un disperato bisogno e in questo non sarebbe neanche il solo. È uno dei Paesi più vecchi al mondo, con un’età media di quasi 45 anni (appena pochi mesi più vecchio dell’Italia) e con 7,4 nuovi nati ogni mille abitanti è penultimo su 224 Stati nella graduatoria della fertilità (quartultima al mondo è l’Italia). Il Giappone sarebbe una società destinata ineluttabilmente ad avvizzire, se non attingesse un po’ di forze fresche dall’ingresso pieno – e con pari dignità – delle donne nel lavoro.

Se n’è accorta persino Goldman Sachs. Con il suo fiuto abituale la più grande banca d’affari al mondo ha trovato un modo di farci guadagnare i suoi clienti. La sede di Tokyo di Goldman ha creato quello che definisce il «Womenomics Winners Basket», il paniere dei vincenti nell’economia delle donne.

Titoli di società disparate, ma sempre con la caratteristica di aiutare le donne nel conciliare casa e lavoro. C’è Pigeon, un gruppo che fa prodotti per l’infanzia ma fornisce anche servizi di baby-sitting. O Benesse Holding, azienda di «servizi educativi» (ripetizioni a casa per scolari in ritardo) che recapita anche cene calde a casa se la madre di famiglia è appena tornata dal lavoro. O Watami Restaurant, gestore di ristoranti e di asili d’infanzia. È appunto l’economia delle donne in corsia di sorpasso. E il paniere di Goldman com’è andato? In corsia di sorpasso anche quello: dal 2005 ha battuto la media della Borsa di Tokyo del 39%.

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