Pubblicato da: chinonrisica | 18 dicembre 2010

Simonetta che digiuna

Con Lucia e Dario abbiamo inviato questa lettera ai giornali, per sostenere Simonetta Gabrielli, che digiuna contro la costruzione dell’inceneritore di Ischia Podetti.
Chiediamo che molti le esprimano solidarietà, perchè la causa è giusta e perchè lei la merita: combattiva, entusiasta, serena e altruista. Una vera donna.

“C’è una donna, in questo dicembre così freddo, che sta digiunando da giorni.
E’ una roccia, questa donna minuta e gentile, un baluardo, una testimone.
Un esempio, piuttosto raro,di coraggio ad oltranza con la rinuncia ad un piacere che è anche vita. Il significato del cibo è ormai noto: con il cibo comunichiamo, cresciamo , diventiamo parte di una comunità, ci rilassiamo, ci coccoliamo, manifestiamo disagio, mostriamo solidarietà, esaltiamo le nostre peculiarità pur in un atto tanto universale ed umano.
Simonetta ha deciso che le parole non bastano a dire quanto le sta a cuore il problema che coinvolgerà, inevitabilmente, tutti noi. Ne ha spese tante e tante di parole, ha lavorato, ha manifestato con tutto l’entusiasmo e il cuore che le donne come lei sanno mettere in ciò che fanno.
Con generosità ha cercato di farsi coscienza cittadina, presenza territoriale critica, esperta ambientalista, senza cessare di essere madre, lavoratrice e donna.
Poi ha deciso che le parole e l’agire erano diventati vuoti simulacri, per la sordità del potere . E deve esserle sembrato impossibile che altri non vedessero così lontano da accettare, senza tremare, il pericolo che lei, piccola e combattiva Cassandra , cercava di esorcizzare, per tutti, non certo per sè.
E così ha deciso di non comunicare più, rifiutando il cibo. Senza clamore, senza bollettini medici, senza grancassa.
Con l’amore e la passione delle parole,ieri; con la dignità del silenzio e del digiuno, ora.
E’ il modo che Simonetta ha scelto per testimoniare quanto crede ed ha cercato di dire: l’inceneritore è una scelta sbagliata, per la città e per tutto il territorio.
E’ una scelta di corto respiro,tanto pavida, almento quanto è grande e coraggiosa, invece, la scelta di Simonetta.
Una scelta di meditazione, digiuno, preghiera, proprio nel tempo delle luci, della folla, del cibo abbondante, della religiosità ostentata e, forse, poco vissuta. Secondo Ghandi non c’è digiuno senza preghiera: Simonetta sta digiunando e prega. Le sue preghiere sono per noi e dovrebbero illuminare le menti, riscaldare forte i cuori, parlare alle coscienze, richiamare a responsabilità.
Unirsi alla sua preghiera e al suo impegno silenzioso, testimoniandole solidarietà, potrebbe essere un modo per manifestarle affetto , per dirle di non abusare delle sue forze, pur così tenaci ed inaspettate in un corpo minuto ed esile come il suo.”

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