Pubblicato da: chinonrisica | 7 dicembre 2010

Il mercato dei voti

La SVP contratta il voto dei suoi rappresentanti alla Camera e al Senato, con favori per il proprio territorio.
Karl Zeller, Siegfred Brugger, Oskar Peterlini, Manfred Pinzger, Helga Thaler Ausserhofer sono stati eletti al Parlamento italiano con i voti del centrosinistra, ma ora ,pare, renderanno un favore a Silvio Berlusconi, astenendosi dal votargli la sfiducia, come faranno, invece,persino molti esponenti del centrodestra.
Questi parlamentari non terranno in alcun conto l’articolo l’art.67 della Costituzione ( ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato) e voteranno ciò che ritengono meglio per l’Alto Adige , non ciò che è meglio per gli elettori che li hanno votati e per tutto il Paese.
Sono stati “folgorati” dal mito di Berlusconi non appena ottenute garanzie sul controllo del Parco Nazionale dello Stelvio.
Una compravendita di bassissimo profilo che dimostra quanta strada occorra percorrere per rendere la politica diversa da un semplice mercanteggiamento di interessi.
Chi vende e chi compra sono le facce di una stessa medaglia. E in politica, in tempi di disaffezione e scarsa idealità, ciò è ancora più grave.

A seguire l’articolo tratto da Il Fatto Quotidiano di oggi, 7 dicembre, a firma di Vittorio Malagutti:

“Lo Stelvio in pasto alla Svp in cambio dei voti di fiducia
Il partito altoatesino vuole comandare nella gestione del parco. Il presidente della provincia di Bolzano, Durnwalder: “Segnali di disgelo con il governo”. Proteste ambientaliste

Il Parco dello Stelvio fatto a pezzi. E’ questo il gradito pacco dono che Silvio Berlusconi è pronto a offrire a deputati e senatori altoatesini, quelli della Sudtiroler Volkspartei (Svp), in cambio della loro astensione nel voto di fiducia del prossimo 14 dicembre. Da tempo il partito egemone in Alto Adige vuole comandare in casa propria anche nella gestione della più grande riserva naturale d’Italia, divisa tra Bolzano, Trento e la Lombardia. E Berlusconi, alla caccia disperata di consensi per assicurare la sopravvivenza del suo governo, ha colto al volo l’occasione. Il vostro appoggio verrebbe ricompensato con la revisione dei criteri di amministrazione del parco. Questi, in parole povere, i termini dello scambio proposto ai cinque parlamentari della Svp, tre deputati e due senatori.

Il messaggio è arrivato forte e chiaro a destinazione. Domenica sera, in una lunga intervista alla televisione austriaca Orf, il presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha detto di “cogliere segnali di disgelo” nei rapporti con il governo. Durnwalder, in sella da più di 20 anni, è l’uomo politico più potente dell’Alto Adige. È lui, di fatto, che decide la linea del partito. E dopo mesi di rapporti difficili con Roma il solo accenno a un possibile disgelo è stato interpretato come un’apertura di credito a Berlusconi. Durnwalder, in realtà, ha voluto essere ancora più esplicito, evocando “l’approvazione di nuove norme nella prossima seduta del Consiglio dei ministri”. Una frase che sembra fissare addirittura un ultimatum al governo. Le leggi che interessano alla Svp vanno varate in fretta, entro questa settimana. A quel punto gli altoatesini saranno pronti a fare la loro parte a fianco del governo. Il negoziato tra Roma e Bolzano è cominciato ad ottobre, quando il ministro degli esteri Franco Frattini, in visita a Merano, si è visto sottoporre da Durnwalder un elenco di 20 richieste.

La Svp, infatti, preme anche per altre concessioni, come quelle che riguardano il rafforzamento del bilinguismo nei tribunali. Per ora comunque, si parte dallo Stelvio. Se il progetto andasse in porto, il parco nazionale verrebbe di fatto suddivisa in tre gestioni autonome. Una farebbe capo alla regione Lombardia, un’altra alla provincia di Trento e la terza a quella di Bolzano. Adesso invece le tre amministrazioni collaborano all’interno di un consorzio che risponde al ministero dell’Ambiente. Ognuno per la sua strada, chiede adesso Bolzano. E così il parco nazionale verrebbe praticamente declassato a interregionale. Al posto del consorzio, destinato a essere soppresso, verrebbe istituito un semplice comitato di coordinamento con i rappresentanti delle province e dei comuni interessati.

Gli ambientalisti protestano. Secondo il Wwf nel Parco dello Stelvio aumenterebbero i pericoli per il paesaggio, il consumo di suolo, l’attività venatoria. Insomma, più cemento, più centrali idroelettriche, più cacciatori. Una vittoria del partito degli affari, con buona pace dell’oasi naturalistica. E questo perchè, secondo il Wwf, gli enti locali incontrerebbero maggiori difficoltà a respingere le pressioni delle lobby economiche attive nei rispettivi territori.

Ormai però la macchina si è messa in moto. Il primo atto concreto risale a una settimana fa. Il 30 novembre scorso, il comitato dei 12, cioè la commissione paritetica tra governo di Roma e province autonome di Trento e Bolzano, ha votato un ordine del giorno ispirato da Durnwalder, che prevede lo spezzatino del parco. E’ stato messo nero su bianco lo schema di un nuovo regolamento di gestione del parco. Il via libera del governo, sotto forma di decreto del presidente del Consiglio dei ministri, potrebbe arrivare già nella riunione dell’esecutivo di venerdì. E a quel punto i giochi sarebbero chiusi. A meno che non si metta di traverso il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Oltre il 70 per cento del territorio del parco si estende tra le province di Sondrio e Brescia, ma pare che Formigoni non abbia fin qui potuto dire la sua sul nuovo ordinamento. Non è detto che da Milano arrivi un’entusiastica approvazione del progetto. Se non altro perchè lo spezzatino della riserva naturale comporterebbe maggiori oneri finanziari per la Lombardia. Pare difficile però che Formigoni faccia lo sgambetto a Berlusconi proprio alla vigilia del voto di fiducia. Dopo tutto anche lo Stelvio ha un prezzo, basta mettersi d’accordo.

Da Il Fatto Quotidiano del 7 dicembre 2010″

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Responses

  1. Evidentemente vince il più attivo, il migliore. Per la sinistra sarebbe stato facilissimo offrire di più, in concreto sarebbe bastato togliere gli orribili segni del ventennio fascista sparsi in tutta la provincia per ottenere il pieno appoggio dell SVP. Per Esempio: il passorilievo di mussolini, la scritta che gli italiani sono venuti in Alto Adige a colonizzare i barbari, il monumento alla vittoria d’ Africa a Brunico… il monumento alla Vittoria a Bolzano sono così importanti per voi ? Evidentemente certi exfascisti si sono riciclati anche nel centro sinistra. Come mai la sinistra non ha fatto nulla al riguardo?

  2. Ma che bisogno c’è di vincere? Il problema è proprio quello di credere che sia necessario contrattare, sempre e comunque per avere di più. L’Alto Adige gode di un sistema di garanzie unico e importante.
    Per quel che riguarda gli altoatesini credo che il problema non si ponga: devono ringraziare la lungimiranza di uno Stato che ha lasciato loro garanzie enormi, molto più ampie di quelle che l’Austria aveva previsto per le minoranze italiane in Trentino.
    Quando smetteranno, certi politici di basso profilo, di pretendere ancora?
    Il centrosinistra in Alto Adige non esiste. Esiste un sistema di potere denunciato anche da molti altoatesini intellettualmente onesti. Basta gridare allo scandalo per qualche relitto monumentale! E’ un tiro alla fune che estemizza gli atteggiamenti e non toglie nulla al fatto che i parlamentari SVP , eletti con i voti del centrosinistra, faranno il gioco di Berlusconi. Si vota secondo coscienza o secondo il prezzo? Si rispetta la Costituzione o il listino dei desiderata?


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