Pubblicato da: chinonrisica | 4 novembre 2010

Basta la parola

Perchè non usare le parole, visto che ci sono? Che cosa è una escort se non una semplice zoccola, puttana, meretrice, bagascia,baldracca,battona,bella di notte,cocotte,cortigiana,donna di malaffare,donna di marciapiede,donna di strada,donnaccia,etera,lucciola,malafemmina,marchettara,mignotta,mondana,
passeggiatrice,peripatetica,sgualdrina,troia,vacca?
Ognuno sceglie il mestiere che preferisce, ma non può nascondersi dietro un nome sconosciuto o ambiguo per esercitare un mestiere ,invece,molto ben conosciuto: quello di chi si vende per denaro.
Non voglio stigmatizzare il comportamento di quelle povere disgraziate, vittime della malavita organizzata, che si prostituiscono ai bordi delle strade. Ma queste signorine “d’alto bordo”, che passano la vita nelle ville a sniffare e a concedersi per una comparsata in tv o per gli abiti firmati, che vivono, da parassite, utilizzando scorte di carabinieri ed edifici pubblici per le loro marchette, quelle proprio non le sopporto.
Sono un insulto alla donna, con le loro labbrone, i vestitini striminziti, i tacchi a spillo e le conferenze stampa.
Tutte uguali e tutte pronte a rivendicare una dignità che hanno dato via insieme a qualcos’altro.
C’è da sperare che non diventino eroine dei salotti tv, pronte a dare lezioni di vita alle giovani che cercano di sbarcare il lunario con onestà.
L’esistenza di simili soggetti è una violenza ulteriore degli uomini, che ci rendono merce per poterci utilizzare, scambiare, pagare un tanto al chilo. E l’intelligenza delle donne( ci arriveremo mai?….) dovrebbe essere quella di lasciarli soli con il loro viagra, con la loro supponenza sessuale, con il loro squallido bunga-bunga.

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Responses

  1. Ciao Giovanna,
    l’esistenza delle puttane, quelle non costrette, non penso sia una “violenza ulteriore degli uomini”, ma fomenti eventualmente ulteriormente “la violenza di certi uomini”. Se questa non ci fosse, sarebbe un mestiere come un altro, in cui si mette in gioco quanto si ha per guadagno. Conterebbe davvero che sia il fisico e non l’intelligenza in un mondo in cui ci fosse perfetta parita’ fra uomo e donna? In cui le violenze perpetrate dagli uomini fossero in misura non maggiore di quelle perpetrate dalle donne?
    A meno che non si ritenga che il vendere il proprio corpo sia un problema o semplicemente che lo sfruttare il proprio aspetto fisico per ottenere vantaggi sia un male, indipendentemente da che si tratti di uomini o donne: allora non sarebbero un’insulto alle donne, ma al genere umano intero.
    Vista la mia posizione morale, propendo piu’ per questo che per la tua interpretazione. Stiamo parlando pero’ di morale, no?

  2. Parliamo, caro Vittorio, di un mondo ideale, che purtroppo non c’è.
    Quello che c’è, invece, è la violenza insita nella necessità che qualcuno sia costretto a vendere una parte di sè, per denaro.
    Uomo o donna, idealità o sesso. Ciò che corrompe è il potere del denaro o della protezione sociale che esso rappresenta.
    Sappiamo entrambi che gli scambi indecenti non riguardano solo il sesso. Tuttavia anche vendere la propria libertà di pensiero è meretricio.
    Nasce tutto da rapporti di potere, a mio avviso. E il potere è assai di rado in mano alle donne. O, se lo è, è un potere contingente, effimero e spesso mal guadagnato.

  3. Cara Giovanna ti leggo e ti ammiro …vorrei aggiungere però che tutto questo mondo uomini sesso donne merce è sempre esistito e che queste ragazze che lo frequentano(c’è un articolo oggi sul Corriere su come è attivo in certi locali di Milano) usano il loro corpo per procurarsi il denaro a loro necessario,denaro facile esen tasse.Usano quello che è definito il patrimonio sessuale,il proprio aspetto e le arti amatorie che coltivano al fine di rendere le loro prestazioni”speciali”..diciamo che offrono un servizio qualificato a prezzi d mercato..nel senso che c’è un facoltoso mercato disponibile a mettere nelle loro mani 600/1000 euro per una notte di sesso con chi le “affitta.Il problema secondo me è perchè questa fascia di uomini(non sempre vecchi,anche 50 enni ) ricorre per soddisfare le proprie pulsioni a questo tipo di servizio(diverso dalla prostituta di strada) con signorine preparate e in un certo qual modo volgarmente raffinate invece di coltivare relazioni intime con donne con le quali avere rapporti profondi e intimi,con le quali condividere pezzi della propria anima? è questa la questione,cosa copre questo disagio e cosa copre il bisoglo di fuga di questi uomini che vengono abbordati,anche un pò a loro volta usati che poi rientrano nelle loro case facendo finta di nulla con le loro mogli …verso le quali magari non hanno neppure più desiderio sessuale e con le quali tal volta sono di una tirchieria “desolante”? il disagio dell’uomo e la paura dell’impotenza,la incapacità ad avere una relazione profonda e onesta con la compagna di una vita,la facile eccitazione che queste perfette ragazze dai corpi giovani e dai sorrisi accattivanti li fanno sentire potenti e giovani..non patatici come invece sono..e nel momento di mettere mano al portafoglio forse si sentono anche dei benefattori,dei padri generosi che dopo aver preso quei corpi contribuiscono a pagare l’affitto di casa dei loro giocattoli….Incapacità a reggere un rapporto intimo e profondo,questo è il malanno,compulsioni irrefrenabili come da droga tal volta affligge questi.uomini…..1000 euro è uno stipendio di una segretaria,1000 euro è quanto questi pagano per rotolarsi una notte…..”ma lo fai per soldi? e per cosa se no?” verdone nel fil bianco rosso e verdone….

  4. Cara Emanuela, resta un mistero, per le donne,questa pulsione maschile. Credo che sarei in estremo imbarazzo pensando a qualcuno che usa il suo corpo per darmi piacere. E che lo fa senza piacere per sè, solo per denaro ( e per bisogno, magari!).
    Tuttavia, pur non comprendendo, molte donne usano il potere che da tanta bassezza umana e morale deriva.
    Siamo ormai disabituate a farci domande.Un po’ perchè l’epoca del pensiero e della riflessione si sta spegnendo, un po’ perchè, temo, abbiamo paura delle risposte.
    Gli uomini sono anche come noi madri li educhiamo ad essere e, forse, si prepara una generazione di maschi più sensibili. O meglio, sarebbe così se avessimo il tempo e la forza di sottrarli al dominio dei modelli televisivi, sportivi, patinati che, per alcuni, sono una calamita irresistibile.
    E’ ancora una lotta, perciò: contro il pensiero maschile patriarcale un tempo, contro i modelli machisti dei mass media oggi.
    E le lottatrici siamo ancora noi, cara Emanuela.
    Anche se temo che le armi siano sempre più spuntate!


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