Pubblicato da: chinonrisica | 29 giugno 2010

Dopo di noi…..

Come dimenticare la scena struggente della dispersione delle ceneri di una anziana innamorata nello stesso luogo in cui furono disperse le ceneri di un antico amore? I protagonisti de “I ponti di Madison County” si ritrovano, dopo la morte, nella natura che li vide felici.
Il ritorno allo stato di polvere è richiamato nella versione latina della Bibbia,allorché Dio, dopo il peccato originale, scaccia Adamo dal giardino dell’Eden condannandolo alla fatica del lavoro e alla morte: “Con il sudore della fronte mangerai il pane finché non tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere sei e polvere ritornerai!”
Polvere, quindi, o cenere, come sempre più spesso si chiede di ritornare al termine del nostro percorso terreno.
I temi scomodi della morte,che si esorcizza non parlandone o scherzandoci su, tornano prepotenti ad affollare le scelte della politica. Nel nostro complicato mondo contemporaneo, persino la parola è allontanata.: “fine vita” non morte, e le polemiche e i distinguo sono accesi, spesso trasversali.
La morte identificata con il cessare del battito cardiaco è sostituita dalla morte cerebrale, il conforto della famiglia dalle sale ospedaliere, la veglia funebre dalle celle frigorifere, che consentono funerali scanditi anche dagli orari degli uffici.
Inumazione e cremazione sono egualmente presenti nel mondo romano, mentre in quello greco prevale nettamente l’incenerimento dei cadaveri, ritenuto più igienico, oltre che indice di nobiltà e di distinzione.
Il pensiero di una resurrezione del corpo allontana la Chiesa dalla pratica della cremazione, anche se c’è chi ritiene che tale scelta possa essere stata favorita dalla necessità di risparmiare il legname, necessario per la cremazione.
Nel luglio 1888 fu approvata la “Legge sull’Igiene e Sanità pubblica del Regno” (cosiddetta legge Crispi) la quale prescriveva: “La cremazione dei cadaveri umani deve essere fatta in crematori approvati dal medico provinciale. I Comuni dovranno sempre concedere gratuitamente l’area necessaria nei cimiteri per la costruzione dei crematori. ”
Nel 1963 la Chiesa tolse il divieto canonico della cremazione in seguito alle insistenti richieste della Federazione Internazionale della Cremazione.Oggi il culto del corpo agevola,paradossalmente, la scelta della cremazione: nulla dovrà corrompere la perfezione della vita e il fuoco, purificatore, eviterà che questo succeda.La penuria di spazi completa l’opera e resta da chiederci come mai, mentre aumentiamo come sostenitori del rito funebre per cremazione, fatichiamo ad accettare la possibilità che i parenti possano essere trattati in modo degno ed eguale, per forma, sostanza e tempi, nel momento devastante del lutto.Se la vita ci costringe spesso a scelte dolorose ed atteggiamenti partigiani, la morte sia almeno davvero uguale per tutti. Sia, è bene ricordarlo, la “livella”decurtisiana che ci pone sullo stesso piano: quello del ricordo dei nostri cari.

All’amore dei quali , inumati o inceneriti, saremo sottratti, a favore dei quali è bene scegliere con tutta la lungimiranza e la generosità di cui siamo capaci.

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