Pubblicato da: chinonrisica | 1 giugno 2010

il raggio verde

Nelle giornate in cui la scuola volge al termine c’è sempre una concitazione particolare. Cose da fare, impegni che si sovrappongono, stanchezza da ultimi metri in salita.
Ma c’è anche un momento prezioso, raro: è un attimo, quasi un “raggio verde” impercettibile ai non addetti ai lavori: il testimone dell’età adulta passato ai propri studenti dell’ultimo anno.
I ragazzi lo avvertono appena, nei brevi momenti di saluto, sdrammatizzato da scherzi e risate. Ma è davvero un passaggio: noi insegnanti diciamo loro che la vita sarà diversa e diversi saranno il lavoro o l’università.
I ragazzi lo sanno . Comprendono che la pausa è finita, che inizia ad essere concreto quel richiamo all’impegno e alla serietà diventato quasi privo di significato nei nostri pistolotti quotidiani di docenti.
Almeno lo sanno i più attenti, non necessariamente i più studiosi.
Quelli per i quali la crescita c’è stata davvero, pur mascherata, a volte, da indolenza o sciatteria.
Per gli studenti è un momento, di cui sono più o meno consapevoli. Per i docenti una tappa ripetuta, ma ogni volta diversa.
Altri nomi sul registro e altri visi dietro i banchi. Forse altre scuole e nuovi colleghi.
Scuola che per noi insegnanti non finisce mai, croce e delizia per la nostra scelta, impavida, di stare in trincea con la società in divenire: più bella e più indisponente, più schietta e più velenosa, più inconsapevolmente crudele ed insostituibile.

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