Pubblicato da: chinonrisica | 6 aprile 2010

Casoni di valle

Una giornata bigia che si trasforma in un’esperienza indimenticabile, con il sapore del già vissuto. Canali, acqua, uccelli e case isolate. Odore di salmastro e umidità stranamente amica.
Non so spiegare perchè mi sento a casa negli edifici di mattoni, bassi, con le finestre che paiono affacciare direttamente sull’acqua. In questa Venezia povera, di vera intimità con i canali, l’erba, il pesce e il fuoco, sono a mio agio.
Non mi infastidiscono il fango o l’odore acuto del fumo di legna del camino. Avverto poco il disagio della pioggia e il profumo del cibo cucinato per tutti mi commuove.
Sarà per il mare vicino o per la voce antica di antenati di laguna o ancora per il fascino dei romanzi di Baldini, ma sento tutto così intensamente da stupirmi.
Voglio tornare nelle valli della mia Ferrara. In bici, se potrò, o con gli stivaloni. Con le guide del parco così attente e competenti, dall’accento familiare e dalla storia autentica, che sento comune.

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