Pubblicato da: chinonrisica | 5 marzo 2010

Sub iudice

Nel caos nazionale delle liste mal confezionate, ritorna, prepotente, la necessità del rispetto delle regole.
La normativa in materia elettorale è rigorosa e molto pignola. Ma è il Parlamento a doverla modificare; quello formato dai partiti che ora si indignano per il rigore e la rigidità delle prescrizioni sulla presentazione delle liste.
Da ricordare che anche in Trentino è pendente un ricorso per violazione dell’articolo 48 dello Statuto di Autonomia:

“Ciascun Consiglio provinciale è eletto a suffragio universale, diretto e segreto, è composto di trentacinque consiglieri e dura in carica cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezioni. Le elezioni si svolgono contestualmente nella medesima giornata. Se un Consiglio provinciale è rinnovato anticipatamente rispetto all’altro, esso dura in carica sino alla scadenza del quinquennio di quello non rinnovato.

La legge per l’elezione del Consiglio provinciale di Bolzano garantisce la rappresentanza del gruppo linguistico ladino.

Un seggio del Consiglio provinciale di Trento è assegnato al territorio coincidente con quello dei comuni di Moena, Soraga, Vigo di Fassa, Pozza di Fassa, Mazzin, Campitello di Fassa e Canazei, ove è insediato il gruppo linguistico ladino-dolomitico di Fassa, ed è attribuito secondo le norme stabilite con la legge di cui al secondo comma dell’articolo 47.

Le elezioni del nuovo Consiglio provinciale sono indette dal Presidente della Provincia e hanno luogo a decorrere dalla quarta domenica antecedente e non oltre la seconda domenica successiva al compimento del quinquennio. Il decreto che indice le elezioni è pubblicato non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data stabilita per la votazione.

La prima riunione del nuovo Consiglio provinciale ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalla proclamazione degli eletti su convocazione del Presidente della Provincia in carica “.

Il 3 ottobre del 2009 Andrea Iannuzzi scriveva sul Trentino:

“Dellai…..ora confida nel buonsenso e nel rispetto istituzionale della volontà popolare da parte dei giudici amministrativi per archiviare definitivamente la pratica.(03 ottobre 2009)”.

Dove ho già sentito parlare del rispetto della volontà popolare che si erge limpida al di sopra del rispetto della legge( che invece ha il brutto vizio di voler essere uguale per tutti) ?

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