Pubblicato da: chinonrisica | 25 febbraio 2010

Nebbia e casa

Ma sarà vero che la nebbia sta sparendo? Io amo la nebbia, forse perchè mi muovo in bicicletta o in treno. Ogni viaggio in Emilia è un’occasione per respirarne l’ odore, familiare e intenso. Quello che ha la nebbia, in stagione. La nebbia della campagna, fitta ed ovattata, la nebbia sfilacciata ai margini dell’abitato, la nebbia intima delle città.
La nebbia disseta la campagna e nell’anno senza inverno( 1988/89)ha salvato le colture, le pioppaie, le zolle e il grano.
Sarà una romanticheria, ma le biciclette lente sugli argini dei canali,guidate da anziani o da anziane con il fazzoletto in testa mi commuovono.
La campagna emiliana vive la nebbia come amica, la apprezza e ne riconosce il valore biologico.
I casolari rossi e i campi coltivati stanno alla nebbia come il pomodoro alla pizza. La desolazione dei capannoni nella piana senza fine si trasforma: nel ferrarese e nel ravennate il verde del grano nascente si scioglie nel lattiginoso grigio della nebbia. Ne nasce una luminescenza viva, in cui le luci delle case sembrano isole accoglienti.
Mi piace la nebbia della mia pianura. I suoni assenti, gli aironi eleganti,le case contadine solide e rare, l’acqua ferma dei canali che rispecchia i piccoli ponti massicci …..sono casa. Strana casa, del cuore e della storia.

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