Pubblicato da: chinonrisica | 21 febbraio 2010

L’Italia s’è desta( dal blog di Michele Dotti)

21/02/2010
Lo scorso anno, durante la campagna elettorale,ho organizzato una serata con Michele Dotti. Una bella serata, istruttiva e cordiale, insieme ad uomo entusiasta e positivo, ricco di idee interessanti.Con l’aiuto di sua moglie, intendeva far conoscere ciò che può funzionare e funziona, in Italia, grazie a noi, al nostro contributo personale. Oggi ho trovato questo post sul suo blog:racconta con brio un gesto di stizza che ha caratterizzato il festival di Sanremo. Non ho assistito all’episodio, ma il commento è lucido e molto interessante. Lo propongo, nella speranza che lettori di passaggio condividano il pensiero di Michele ,che è anche il mio.

“L’Italia s’è desta…”Finalmente ci siamo arrivati!!!

Ma del resto era prevedibile, era solo questione di tempo… ci si sarebbe potuto scommettere sopra senza timore di sconfitta.

Dopo aver toccato il fondo, è incominciata la risalita.

La rassegnazione di fronte al malcostume, che in questi ultimi anni aveva quasi paralizzato il nostro povero paese, sta cedendo finalmente il posto alla indignazione, alla voglia di cambiare che si fa determinazione e consapevolezza di poterlo realmente fare!

E così, pochi giorni fa, quando è stato annunciato un aumento del 229% delle denunce di casi di corruzione, molti si sono strappati le vesti, quasi che il fenomeno fosse esploso improvviso. Io invece ho gioito profondamente.

Fate attenzione, la ricerca non ci dice che sono aumentati i casi, sono aumentate le denunce!

E questo è il primo, necessario, passo per iniziare davvero a contrastare la corruzione, vincere la rassegnazione, rompere quel velo di silenzio -fondato sulla rassegnazione- che permette alla disonestà di dilagare impunita.

Portare a galla il problema è l’inizio della sua fine. E’ un processo che abbiamo già osservato in mille ambiti diversi: quando iniziarono ad aumentare le denunce per casi di violenza sulle donne, e i mass media iniziarono a parlarne, si diffuse l’impressione che il fenomeno stesse aumentando. In realtà le donne da secoli le buscavano in silenzio, senza mai ribellarsi… ora invece che si è iniziato a denunciare questa violenza cresce la stigmatizzazione sociale di chi la commette e questo -il timore del giudizio- incide ancor più che le leggi e il timore delle sanzioni civili o penali.

Dunque questo improvviso e così significativo aumento dei casi di denuncia va interpretato per quello che realmente è: un risveglio delle coscienze, troppo a lungo sopite, uno scatto d’orgoglio e di dignità di fronte alla consapevolezza ormai diffusa che “il re è nudo”.

L’Italia s’è desta, insomma!

Certo abbiamo i nostri ritmi, potremmo dire “mediterranei”, e il cambiamento non può certo essere immediato. Ma le cose stanno iniziando a cambiare, questo mi pare evidente, il vaso è ormai colmo e se persino Paolo Mieli, che non mi pare un pericoloso anarchico insurrezionalista, arriva a dichiarare che “la pentola sta per scoperchiarsi”, credo che i segnali in questo senso ci siano tutti.

Ieri sera ho guardato il Festival di Sanremo.

Ebbene si, non è stato facile, mi sono dovuto forzare, ma non potevo perdere questo rito collettivo.

E’ indispensabile per capire come si sta muovendo la nostra società.

La finale è stata un vero spaccato della nostra situazione attuale, confusa, squallida, quasi surreale… fra la banda dei carabinieri che suona “guerre stellari”, la Clerici che pochi minuti dopo canta “le tagliatelle di nonna Pina”, Maurizio Costanzo che sale sul palco insieme ai lavoratori di Termini Imerese, dando la parola prima a Bersani che non riesce neppure ad iniziare un discorso, sommerso dai fischi, mentre il ministro Scaiola, che gioca in casa, porta a termine un lungo spot elettorale sull’azione del Governo a sostegno dei lavoratori della Fiat.

Insomma una roba onirica, quasi da drogati…

Ma non è questo che mi interessa, questo è semplicemente uno specchio dell’Italia, fedele alla realtà, in un certo senso prevedibile per quanto assurdo.

La cosa stupenda e assolutamente inedita è invece la reazione dei maestri dell’orchestra che, sdegnati per l’ennesimo insulto all’intelligenza e al gusto, di fronte all’esclusione di tutti i “migliori” artisti in gara, gettano per protesta gli spartiti accartocciati sul palco dell’Ariston, di fronte allo sguardo allibito e impotente di Antonella Clerici, che non sa come gestire la situazione.

Una scena da immortalare! La cultura che alla fine si ribella di fronte all’ignoranza, reagisce, rifiuta lo scempio del “merito” per l’ennesima volta seviziato dal “potere”.

I tre finalisti provengono, nell’ordine di arrivo da “Amici” di Maria de Filippi, “Ballando sotto le stelle” e “X-Factor”.

I maestri dell’orchestra invece provengono dalle migliori scuole di musica d’Italia!

Gli spartiti dell’orchestra gettati sul palco rappresentano una denuncia con un forte valore simbolico: non possiamo più tacere, è ora di gridare le ingiustizie, di recuperare il merito… e questo messaggio, sparato in 12 milioni di case degli italiani, ha una portata dirompente. Molto più che mille convegni, dibattiti, conferenze, troppo spesso autoreferenziali, rivolte cioè a chi è già d’accordo.

L’Italia s’è desta.

E non solo quella degli intellettuali, perché non credo davvero che l’aumento delle denunce per corruzione sia legato soltanto ad una élite, quanto all’intera Italia onesta che, nonostante tutto, è ancora maggioritaria e se decide di alzare la testa ha la forza necessaria per spazzare via tutto il marcio che la circonda e riportare il merito, la dignità, l’onestà al centro della società.

Il potere trema, come nell’immagine della poltrona, che lo rappresenta, con una gamba spezzata, che non a caso abbiamo scelto per la copertina dell’Anticasta!

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