Pubblicato da: chinonrisica | 29 dicembre 2009

A ciascuno i propri eroi……

Uno spazio pubblico dedicato a Bettino Craxi…..L’apoteosi del’iniquo.
In un Paese che accetta di chiamare escort le puttane e risolve con l’indulto il sovraffolamento delle carceri non c’era da attendersi nulla di meglio.

Il buonismo revisionista è davvero fuori luogo, se in gioco c’è la possibilità che i nostri giovani credano che Bettino Craxi, uomo politico degli anni ’80, fosse davvero uno statista e non un latitante pluricondannato.

Dal libro di Marco Travaglio, Gianni Barbacetto e Peter Gomez ” Mani sporche” : ” Craxi Bettino: condannato in via definitiva a cinque anni e sei mesi per le tangenti Eni -Sai( corruzione) e a quattro anni e sei mesi per le tangenti della Metropolitana milanese( finanziamento illecito); condannato in secondo grado a tre anni per Enimont ( finanziamento illecito), a cinque anni e nove mesi per il conto Protezione( bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano); salvato dalla prescrizione in appello dopo una condanna a quattro anni in tribunale per le mazzette di Berlusconi tramite All Iberian; imputato in primo grado per le bustarelle dell’autostrada Milano-Serravalle( corruzione) e per quelle della cooperazione col Terzo Mondo, nonchè per frode fiscale sui proventi delle sue varie tangenti, è morto latitante ad Hammamet il 19 gennaio 2000, prima che i suoi numerosi processi in corso giungessero a conclusione.”

Milano che dedica uno spazio pubblico a Bettino Craxi dimentica, colpevolmente, tutto ciò. Dopo la targa davanti alla sede della rivista”Critica Sociale” a Milano e la statua eretta ad Aulla, un più plateale omaggio al nostro Socrate alla rovescia.
Il primo fugge la giustizia, rinnegando le leggi di quella Repubblica a lungo utilizzata a proprio uso e consumo, il secondo, accettando l’esito del processo, muore per obbedire alle leggi della città, di cui si sente comunque figlio.
Il gesto del sindaco di Milano delegittima anni di indagini, smentisce sentenze definitive ed avvalora l’ipotesi che la magistratura operi inutilmente.
Indulti e celebrazione dei latitanti: pessimi esempi e messaggi ambigui per i nostri giovani e per il nostro futuro.

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