Pubblicato da: chinonrisica | 18 ottobre 2009

Destra, sinistra ed ambiente

Quella che segue è una risposta ad una lettera apparsa sul Trentino del 15 ottobre scorso. Franco de Battaglia delinea in modo splendido quale dovrebbe essere la posizione politica di coloro che hanno a cuore l’ambiente.
Molto si sarebbe potuto fare per intervenire a sostegno dell’ultima, piccola, fase decisionale in tema di inceneritore.
Ma ad un governo nazionale che vuole costruire centrali e ponti faraonici si affianca un governo provinciale di altrettanto scarsa sensibilità ambientale. Le poche voci libere vengono zittite da chi ha, evidentemente, più a cuore il proprio particolare, rispetto all’interesse pubblico che dovrebbe rappresentare.

CASANOVA
(Commento Diario a intervento su Verdi e Sinistra)

Le definizioni di Destra e Sinistra dovrebbero essere abbandonate quando si parla di ambientalismo, che è una cultura di civiltà trasversale, che riguarda tutti i cittadini e il pianeta. Oggi poi non c’è in Italia una Destra (non è tale il berlusconismo populistico) e non c’è una Sinistra (non è tale il Pd, che è realtà più complessa, e non lo è soprattutto quando i suoi deputati “marinano” il voto sulla sanatoria dei capitali trafugati all’estero). La sinistra in Italia, poi, non è mai stata particolarmente ambientalista: non ha sostenuto il trasporto ferroviario rispetto all’orgia autostradale, non ha frenato il saccheggio immobiliare a Trento. Varrebbe forse la pena gettare nel cestino queste vecchie etichette e discriminare le appartenenze non fra Destra e Sinistra ma, come ha suggerito uno dei relatori all’interessantissimo convegno sui 150 anni della Trento-Malè, il professor Marcello Panettoni, fra chi si impegna a fornire “servizi” e qualità della vita ai cittadini e chi pensa, invece, agli “appalti” da assegnare. Anche oggi, per l’inceneritore, la discriminante è fra chi si preoccupa dei fumi nell’inversione termica e chi intende comunque procedere all’appalto. Così per molte varianti rotatorie (Caldes)! o per il collegamento Pinzolo-Campiglio, che è il festival (non a caso conflittuale, davanti ai giudici) degli appalti e degli appaltatori.
L’ambientalismo protezionista deve tornare ad essere una cultura trasversale, com’era prima che nascesse il Partito Verde. Il quale oggi si trova di fronte ad una scelta: dividersi, agganciarsi a formazioni locali, o aderire a Sinistra e Libertà? Perché una Sinistra vera occorre pur rifondarla in Italia, come ha fatto Lafontaine in Germania. E’ interesse del Paese, del Pd – che è, appunto, cosa diversa dalla Sinistra – e della stessa Destra, se non vuole governare con la piazza che è sempre una brutta bestia. Perché come scriveva Montanelli – che non era certo di sinistra – a Piazza Venezia segue sempre Piazzale Loreto. Ma una scelta devono farla anche gli ambientalisti. Di fronte a problemi come l’inceneritore non possono discriminare chi sale sul loro carro, ma devono essere rigorosissimi nel mantenere le distanze dai compagni di strada. Essere “ambientalisti”(parola nobile, non brutta come taluni suggeriscono) non è solo dire “no” ad un inceneritore o a una funivia. E’ uno stile di vita, una visione umanistica di pace, un solidarismo fra uomo e natura che non ha nulla da spartire con chi sulla natura e sull’uomo specula per denaro. (f.d.b)

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