Pubblicato da: chinonrisica | 7 settembre 2009

Carlo Giuliani e l’ossessione del movimento

Lo scorso 26 agosto il Corriere della Sera pubblicava un articolo interessante e lucidissimo, a mio avviso, su Carlo Giuliani. Lo riporto oggi, perchè aiuti tutti noi a riflettere sulle ideologie. Che ci hanno portato ad essere quello che oggi siamo: un povero Paese in odor di regime.

“L’ ultima Sentenza su Giuliani e l’ Ossessione del Movimento

Otto anni dopo, la Corte europea dei diritti umani non fa altro che ribadire quello che apparve chiaro fin da subito. La morte violenta di Carlo Giuliani, ucciso in piazza Alimonda mentre assaltava un Defender dei carabinieri, è un caso di legittima difesa. Ma quella tragedia discende direttamente dalla scellerata gestione dell’ ordine pubblico che segnò i giorni del G8 di Genova 2001. Nonostante l’ evidenza di questi due assunti, ribaditi dal verdetto di ieri, ognuno rimarrà della sua opinione, ancora oggi. I due schieramenti che si fronteggiano da anni sul tema si sono sempre dimostrati flessibili come l’ acciaio temprato. A perderci, in questa voluta assenza di analisi storica, sono gli ex no global. La trasfigurazione di Carlo Giuliani ha nuociuto soprattutto alle loro ragioni. Certo, l’ enormità dell’ accaduto si prestava ad una reazione emotiva. C’ era bisogno di un simbolo che rappresentasse l’ ingiustizia che il Movimento era convinto di aver subito. Ma la rilettura in chiave sempre più cospiratoria di una tragedia purtroppo lineare nella sua semplicità, sposata all’ iconizzazione della figura del ragazzo ucciso in piazza Alimonda attraverso film, libri e slogan di corteo, è diventata presto una ossessione, l’ unico orizzonte. Negli anni, ha finito per distogliere gli sforzi e l’ attenzione dei reduci di Genova da quelli che sono e rimangono i veri luoghi oscuri del G8 2001: le torture alla caserma di Bolzaneto, il blitz alla scuola Diaz e la falsificazione delle prove a carico dei dimostranti arrestati. Nodi ancora oggi irrisolti, nonostante sentenze di assoluzione seguite da motivazioni pesantissime per gli assolti. L’ intero peso di quelle due vicende, compresa una valutazione che non fosse di natura meramente giudiziaria, è stato lasciato sulle spalle di pochi magistrati. Il movimento dei movimenti, all’ epoca si chiamava così, è sempre stato impegnato altrove, nell’ opera di mitizzazione del povero Carlo Giuliani. Quel poco che ne resta oggi ha una faccia da mettere sulle t-shirt, ma non la verità su quelle giornate. E la colpa non è solo degli altri.”

Marco Imarisio

Pagina 12
(26 agosto 2009) – Corriere della Sera

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