Pubblicato da: chinonrisica | 6 settembre 2009

Competenze e incompetenti

Pubblico sul mio blog quanto inutilmente inviato alla stampa locale in materia di scuola. Aggiungo qui che la scuola mi sta a cuore. Per i ragazzi e per i colleghi. E che quindi non mi arrenderò.

Mi sembrano doverose alcune precisazioni e chiarimenti in relazione all’intervento dell’assessore Dalmaso riguardante gli insegnanti di religione nell’ambito della provincia autonoma.
Premetto che non ho alcuna preclusione circa la partecipazione dei colleghi docenti di religione alla valutazione degli studenti: il loro apporto sarà senza dubbio preziosa fonte di approfondimento della conoscenza dei singoli da parte dell’intero Consiglio di Classe.
Ma ho molto da dire circa il messaggio che, per l’ennesima volta, viene rivolto a docenti disorientati e intimiditi dalla protervia di una istituzione poco incline al confronto.
Dalla stampa locale apprendo che ” La decisione del TAR del Lazio non si applica in Trentino” ( dal “Trentino” di oggi, 4 settembre 2009, p. 16,); “…sia la decisione del TAR del Lazio, sia il più rilevante decreto del regolamento nazionale di valutazione non si applicano in Trentino, posto che la nostra provincia ha in questa materia potestà normativa autonoma..” ( da L’Adige di oggi, 4 settembre 2009, pag. 19) ; ” in Trentino la sentenza del TAR del Lazio non si applica, dato che la Provincia di Trento ha competenza esclusiva in materia”
( da ” Corriere del Trentino” di oggi, 4 settembre 2009 pag.6) .
Sono abituata, per formazione personale e professionale, a risalire alle fonti delle informazioni. E le fonti dicono altro, circa la competenza trentina in materia scolastica.
L’articolo 117 della nostra Costituzione ( nell’edizione curata dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Trento) afferma, al comma 3 : ” Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a…..ISTRUZIONE, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e della formazione professionale…..”. Dal sito aggiornato della Regione, poi, il testo dello Statuto di Autonomia, nostra Costituzione territoriale, riporta che le ” Le Province emanano norme legislative nelle seguenti materie e nei limiti indicati dall’art.5 ( dello Statuto stesso):……n.2 ISTRUZIONE ELEMENTARE E SECONDARIA…… .
I limiti previsti dall’articolo 5 citato sono relativi ai ” principi stabiliti dalle leggi dello Stato”. Lo stesso articolo 5 richiama poi ” i principi dell’ordinamento giuridico dello Stato…” ,sanciti all’articolo 4 dello Statuto in questione.
So perfettamente che alle mie argomentazioni si opporranno i contenuti derivanti dalle modifiche costituzionali realizzate nel 2001, con la cosiddetta riforma del titolo V della Costituzione.
Ma tali modifiche non hanno ampliato d’ufficio la competenza delle Regioni ( e Province) a Statuto Speciale nè hanno modificato il nostro Statuto, che richiede, per ogni variazione, il ricorso a leggi di rango costituzionale.
La stessa legge costituzionale 3 del 2001 prevede, all’articolo 10, che le proprie disposizioni non costituiscano formale modifica degli Statuti di Autonomia delle Regioni e delle Province autonome, necessitando, perchè ciò avvenga, ” l’adeguamento dei rispettivi Statuti…”. Adeguamento mai intervenuto.
Lo stesso sito della Regione ammette di non poter diffondere testi statutari modificati e, di conseguenza, lascia intatte le competenze ,ripartite tra esclusive e concorrenti, di Regione e Province.
Un ultimo accenno alla natura della competenza concorrente, quella realmente detenuta dal Trentino in materia scolastica : “Nelle materie devolute alla legislazione concorrente…spetta allo Stato la formulazione dei principi fondamentali della disciplina, mentre resta riservata alle Regioni” ( e verosimilmente alle Province autonome) “la normazione di dettaglio” ( Mazzarolli,Pericu, Romano, Roversi Monaco, Scoca – Diritto Amministrativo- Editore Monduzzi p.45).
Per amore di verità, e per rispetto del diritto positivo che ancor oggi regola la vita istituzionale del nostro Paese, mi chiedo se l’osservanza delle sentenze del TAR del Lazio, la promozione degli studenti con insufficienze ( che un pudore regolamentare tutto locale vuol definire carenze),il non considerare fondamentale per la promozione anche il voto di condotta , l’obbligo di fermare al “quattro” la valutazione negativa dello studente possano considerarsi normativa di dettaglio. O se invece non sia invalsa l’abitudine, da parte della Giunta Provinciale, di plasmare la scuola secondo il proprio immaginario politico e i propri desiderata.
Che il potere fondi la propria sicurezza sull’insicurezza dei cittadini è un dato ormai assodato. E l’insicurezza non è solo paura fisica , ma anche timore reverenziale verso le norme giuridiche, scritte, come la civiltà nei secoli ha preteso, perchè tutti le conoscano. Interpretabili, certo, ma nel rispetto della verità.

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Responses

  1. Scusa se sarò breve: sottoscrivo.

  2. Petizione per salvare i precari su http://www.salviamoiprecari.tk

  3. La verità non emerge, purtroppo. Resta soffocata perchè è spesso brutta, scomoda e difficile da digerire.
    Firmerò senza dubbio la petizione.


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