Pubblicato da: chinonrisica | 8 giugno 2009

Percentuali

Ottimo risultato per IdV !Forse in Trentino un po’ meno che altrove (  mancava, però, il traino delle elezioni amministrative), ma una grande soddisfazione per il risultato del nostro partito. Scelta dei candidati e strategia comunicativa davvero indovinate, che hanno fatto man bassa della politica polverosa di altri.

Dire che a vincere è un assenteismo crescente, in tutti gli Stati Europei, può sembrare un’ovvietà: tuttavia è vero. 

Dalle prime elezioni del1979 , che hanno visto al voto una percentuale di europei pari al 61,99%, siamo arrivati a quelle attuali, con una percentuale di votanti del 43,3%.

Dopo le bocciature della Costituzione  e le molte polemiche sui poteri degli organi istituzionali europei, viene da chiedersi se, fatta l’Europa, non occorra ora fare gli europei.

E visto che molti Italiani non hanno ancora adempiuto agli auspici di Massimo D’Azeglio e si sentono tali solo durante le partite ( vittoriose) della Nazionale di calcio, temo che per fare gli Europei bisognerà aspettare ancora molto.

La lontananza della democrazia rappresentativa è più grande in tempi di crisi.E bisogna dire che le molteplici chiamate alle urne di quest’ultimo anno non sono state salutari per un popolo sempre più precario, nel lavoro e nei valori. 

I riferimenti familiari  labili e un lavoro incerto e meno garantito non aiutano gli animi ad infiammarsi di passione civile.

E quando poi si comprende a fatica quali sono gli ambiti e quali i limiti dei poteri degli europarlamentari, quando si conoscono a malapena i gruppi politici rappresentativi a Strasburgo, allora il quadro è completo.

Ma come pretendere che uno Stato come il nostro, in cui si cancella lo studio del diritto pubblico e si ridimensiona l’educazione civica come  educazione tout court, possa trasmettere senso di appartenenza e conoscenza istituzionale?

Gli Italiani votano in percentuali maggiori rispetto ad altri paesi europei per la loro natura inguaribilmente ottimista e perchè credono ancora ( in molti) che il mancato voto comporti qualche sanzione.

E poi ci piacciono i riti collettivi, siamo sensibili a ciò che si compie in gruppo e che si può raccontare di aver vissuto in prima persona.

Cinque anni per fare di un Parlamento lontano un insieme di persone vicine, anche con l’aiuto di IdV. Una sfida all’assenteismo da regime e un ritorno alle percentuali di voto del secondo dopoguerra.

Con l’orgoglio di un partito che cresce e diventa adulto.

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