Pubblicato da: chinonrisica | 16 aprile 2009

Siamo con loro…..

 Protestavano contro la legge che obbliga le mogli sciite a rapporti sessuali matrimoniali Scontro con un controcorteo che gridava: «Morte alle schiave dei cristiani, siete cagne non vere donne sciite» . KABUL – Una manifestazione di circa 300 donne nei pressi dell’università di Kabul è stata presa a sassate mentre la polizia famminile afghana interveniva per disperdere la folla .

Le donne stavano protestando contro la legge, che riguarda solo minoranza sciita degli hazara, che autorizza i mariti a chiedere rapporti sessuali obbligatori ogni quattro giorni a meno che la moglie sia malata o subisca danni durante il rapporto. La legge inoltre vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal medico senza il permesso del consorte, e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni. Il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di eredità. «MORTE ALLE SCHIAVE DEI CRISTIANI» – Il corteo era stato convocato da alcuni attivisti per i diritti umani ma si è scontrato con una contromanifestazione di altre donne, sostenute da uomini – in tutto circa mille persone – che gridavano «morte alle schiave dei cristiani» e alla fine hanno lanciato alcuni sassi contro di loro. Altri uomini gridavano «siete cagne, non donne sciite» alle attiviste che reggevano cartelli con la scritta «Non vogliamo la legge talebana». Secondo le attiviste, in gran parte giovani, parlamentari e attiviste dei diritti umani, molte altre donne avrebbero voluto partecipare alla protesta, ma i loro mariti lo hanno proibito. Secondo le donne che partecipavano alla contromanifestazione, invece sono stati gli occidentali «che sono contro l’islam» a male interpretare la legge. . 

 Un gruppo di circa 300 donne afghane che protestava contro la legge che regola il diritto di famiglia della minoranza sciita degli hazara, è stato preso a sassate da un controcorteo di circa mille sostenitori della legge -donne sostenute da uomini- mentre la polizia cercava di mantenere separati i due gruppi

Afghanistan, I diritti delle donne a rischio Karzai fa marcia indietro sulla legge che legalizza gli stupri coniugali Dopo le proteste internazionali il presidente afghano si dice pronto a rivedere la controversa legge . Il presidente Hamid Karzai MILANO – Il presidente afghano Hamid Karzai ha ordinato un’ urgente revisione della legge che legalizza lo stupro all’interno del matrimonio e proibisce alle donne di uscire senza il permesso del marito. Una legge che è stata definita «talebana» dagli attivisti per i diritti umani e ha provocato forti proteste da parte dell’Onu e della comunità internazionale. Pur annunciando la modifica della legge, Karzai ha affermato in una conferenza stampa a Kabul che «Le preoccupazioni dei nostri alleati e della comunità internazionale sono comprensibili, ma possono essere dovuti a una traduzione imprecisa o a un’errata interpretazione della legge». I critici hanno affermato che il presidente Karzai ha firmato in fretta la legge allo scopo di garantirsi l’incerto voto della comunità sciita -determinate per la vittoria- nelle cruciali elezioni del 20 agosto. LE PROTESTE – La decisione segue le pressioni internazionali e le dichiarazioni di Jaap de Hoop Scheffer, ex-segretario generale della Nato, che in un’intervista di venerdì alla BBC aveva espresso la sua preoccupazione per l’approvazione della legge affermando che non è possibile giustificare presso l’opinione pubblica occidentale, che truppe straniere muoiano in difesa dei diritti umani in Afghanistan, quando questi diritti vengono violati dalle stesse leggi in vigore nel paese. In reazione alle critiche internazionali, Karzai ha quindi ordinato al ministro della giustizia di rivedere la legge, che riguarda il diritto di famiglia interno della comunità sciita afghana, minoritaria nel paese, con circa il 10% della popolazione. Il presidente ha garantito che se la legge contiene elementi contrari alla costituzione afghana o alla Sharia ( la legge islamica) «verranno prese delle misure e dopo aver consultato gli ulema il provvedimento sarà rinviato in Parlamento ». Sabato il primo ministro inglese Gordon Brown ha discusso della questione in una telefonata al presidente Karzai, esprimendo la sua «preoccupazione». Anche il ministro degli esteri italiano Frattini ha condannato la legge e il presidente francese Sarkozy ha dichiarato al summit della Nato che «non transigeremo su questo: chiediamo una nuova delibera del parlamento che si conformi alla costituzione afgana”. Tra i più severi anche il presidente americano Barack Obama che aveva chiesto a Karzai di ritirarla.

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Responses

  1. Scusa la domanda, ma… e noi, concretamente, cosa possiamo fare, oltre ad averli presente come moniti per stare in guardia e non prendere certe direzioni?
    Mister_NixOS

  2. Credo che la pressione internazionale sia l’unica arma efficace. In Iran è stata condannata a morte una ragazza di 23 anni per un omicidio commesso quando ne aveva 17 e che probabilmente era stato commesso dal fidanzato. Domani la sentenza sarà eseguita. Le donne di IdV hanno chiesto una moratoria, con un documento approvato ieri.
    L’Afghanistan gode dell’appoggio dell’Occidente.Occorre che capisca che senza uguaglianza di genere non avrà appoggi di alcun tipo.
    Non si partecipa alle feste dell’ambasciata iraniana o di quella saudita….Alla barbarie non si può rispondere con la tolleranza. Se tendi la mano te la tagliano! Niente violenza, ma, come dicevano a Ferrara: ognuno balla con sua nonna!


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