Pubblicato da: chinonrisica | 8 marzo 2009

Un vecchio film ed un problema sempre attuale

Un vecchio film degli anni 50, un’opera minore di un De Sica blasonato, riporta al dramma dei senza casa nell’Italia del dopoguerra.
“Il Tetto” è la storia di due giovani sposi senza abitazione, in una Roma stremata dai bombardamenti e dalla miseria.
Rivedendolo, piccola perla di una tv in disarmo,ho riconosciuto molti dei problemi di oggi.
Una giovane coppia, lui muratore apprendista  senza tutele, lei disoccupata,vive il dramma di un reddito troppo basso per prendere in affitto un appartamento, o per comprarlo, e deve coabitare,con mille difficoltà, fino a quando non si adatta a costruirsi un rifugio abusivo, tra la solidarietà di altri irregolari e l’impotenza degli addetti ai controlli.
Ma quante giovani coppie si trovano oggi nella situazione di  Luisa e  Natale, poveri eroi in bianco e nero?
In Italia, ed anche in Trentino, i costi delle abitazioni sono raramente accessibili a coloro che possono contare sul solo stipendio. Spesso quest’ultimo è appena sufficiente per vivere e l’indebitamento per un mutuo distoglie risorse necessarie al quotidiano.
Garantire un’abitazione in cui vivere e riconoscersi famiglia è un compito prioritario per chi intenda governare un territorio.
Anche a Trento il problema dell’abitazione è drammatico. Le giovani coppie rimandano scelte importanti di convivenza, i single di ritorno si ritrovano spesso al di sotto della soglia di povertà, gli studenti universitari premono,con la domanda di alloggi, su di un mercato già saturo e complicato dalla natura del territorio.
Un censimento dell’esistente si impone e, prima di costruire, occorrerà valutare la possibilità della ristrutturazione, del riadattamento e della riconversione.
Italia dei Valori ha già proposto, più volte, il progetto dello studente ospite, altrove chiamato “abitare insieme”: studenti universitari ed anziani che condividono uno spazio , con la supervisione dell’Università e la garanzia del Comune. Ciò raffredderebbe la domanda ed abbasserebbe gli affitti. 
Si concretizzerebbe ,in questo e in altri modi, un fondamentale dettato costituzionale.
La casa è un valore importante anche per i legami che crea: buon vicinato ed aiuto reciproco possono evitare ghetti e generare integrazione. Quando le famiglie si ritrovano, si riuniscono,sono propense ad aiutare, ad interessarsi al condomino solo , all’anziano in difficoltà. Ed è poi vitale che un Comune trattenga sul suo territorio giovani che diventeranno famiglie, che genereranno figli in grado di ridare linfa vitale alla città.
Costrette ad allontanarsene per l’impossibilità di trovare casa, le giovani famiglie la lascerebbero sola ed  inutilmente bella
Una città tirata a lucido, ma con i giardini deserti, o, peggio, male abitati,muore.
La politica della casa dovrà essere una priorità per il futuro sindaco di Trento e per tutte le forze politiche che si proporranno agli elettori. 
” Di fronte ai casi di bisogno, non si possono preferire gli ornamenti superflui delle chiese e la suppellettile preziosa del culto divino; al contrario, potrebbe essere obbligatorio alienare questi beni per dare pane, bevanda, vestito e casa a chi ne è privo”
Giovanni Paolo II lo aveva saggiamente compreso, ben prima che la peggiore crisi economica dei tempi moderni venisse a fare riflettere, necessariamente, anche tutti noi.
 
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