Pubblicato da: chinonrisica | 23 febbraio 2009

Manca l’altra metà del cielo

Tra le schede scrutinate ieri sera erano assai poche quelle nulle.

La più particolare era stata annullata da qualcuno che, notando l’assenza di donne tra i candidati, aveva scritto:” manca l’altra metà del cielo”.

Aveva ragione, ma solo fino ad un certo punto. L’altra metà del cielo era presente: a registrare , contare i contributi, prendersi la responsabilità del seggio. Ma non tra coloro che si candidavano ad amministrare.

E tutto è apparso normale, quasi nessuno se ne  è lamentato.

Mi sono illusa che il problema fosse risolto o addirittura mai esistito. Ma fino a che, molto spesso, noi stesse siamo le nostre nemiche più velenose, allora è tutto possibile. Dal Corriere dellaSera di qualche tempo fa, una lettera ad Isabella Bossi Fedrigotti sintetizza un’aspetto del tema irrisolto della solidarietà femminile.

“Solidarietà tra donne sempre zero
Potrei dire che anch’ io personalmente conosco uomini che timbrano alle otto, poi vanno al bar, poi leggono il giornale, poi fanno il giretto al piano di sotto o di sopra, poi fanno un saltino dal tabaccaio, poi – vivvaddio ci vuole un caffè – e fino a sera, ciondolano di ufficio in ufficio possibilmente parlando di calcio. E fra loro solidali come massoni!! Mica si criticano, anzi! Si “coprono” e si giustificano sistematicamente anche se non si conoscono. Guai se azzardi una domanda sull’ ufficio vuoto o in cui fervono discussioni “poco attinenti” al lavoro : ” ….. ma insomma, via, è lunedì (oppure ci sono i mondiali)” ti dicono scandalizzati.
Cose serie, queste! Vuoi mettere rispetto a un figlio da portare dal medico ? Quella sì che è una assenza criticabile, e che viene criticata, senza che mai altre donne mostrino un minimo di solidarietà. Tacciono.
>
> Come diceva la mia più cara amica, se una donna tiene la foto dei figli sulla scrivania (io ne ho messe ben 2!!!) è cattivo segno perchè cercherà di stare a casa il più possibile. Se invece ce la mette un uomo tutto bene, buon segno, gran brava persona, si vede che è un buon padre di famiglia. Taluni quando mi incontrano la prima volta in riunioni di lavoro con uno dei miei collaboratori (maschi) si rivolgono direttamente a lui, ignorandomi sistematicamente, finchè l’interessato tossicchiando non li informa che il capo sono io. “Ma no?? E come mai?” dicono increduli con un aria fra il dispiaciuto e l’allibito, ed è chiaro che trovano la cosa altamente innaturale e si stanno chiedendo: ” Ai suoi figli chi gli farà da mangiare?” Cosa che nessuno chiede mai al mio collega (uomo) ovviamente. E quando mio marito ha modo di asserire pubblicamente che è orgoglioso della mia carriera (tutta rigorosamente senza raccomandazioni) non manca mai l’imbecille di turno a commiserarlo: “Contento lei…ma certo che non va mica bene stare così tante ore lontano di casa….se sua moglie stesse di più a casa risparmiereste i soldi della domestica. ” E uso il termine imbecille perchè finisce in “e” e va bene per tutti: quante volte è una imbecille a dirlo!
Mi chiedo:ma perchè non siamo mai solidali tra noi?”

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