Pubblicato da: chinonrisica | 3 febbraio 2009

Questione morale

Che cosa si intende per questione morale? Ed ha ancora un senso parlarne in un Paese che scivola ogni giorno verso uno sfacelo sociale ed economico senza precedenti? E’ senz’altro morale non rubare. Ma è morale, anche se non punibile, accaparrarsi l’altrui fiducia e poi tradirla?

Che diremo agli elettori che hanno apprezzato il nostro programma elettorale, quando si accorgeranno del nostro silenzio su temi fondanti e decisivi?

Le comunità di valle, i giudici di nomina consiliare al TAR, l’inceneritore…..sono stati mezzi e non fine del nostro agire politico.

E’ comunque chiaro che una piccola forza politica non può contrastare voci molto più forti ed amplificate, ma una  voce, pur piccola, deve essere libera, attenta al sentire della gente, rispettosa di ogni singola preferenza.

Mi è sempre più difficile, con questa consapevolezza, insegnare  la valenza delle regole. Le ho rispettate da sempre: così ho imparato dai miei genitori ed ho insegnato ai miei figli e agli studenti, figli anch’essi, pur se temporanei e riottosi.

Ma vale davvero la pena? Non per un guadagno personale, ma per la sensazione che la battaglia possa avere uno scopo, un fine nobile . Che non sia la prevaricazione o la formalità bizantina  dei riti della politica.

E’ un inverno dei sentimenti, questo che sta trascorrendo tra neve e fanghiglia. Un inverno di cui non vedo la fine e che è ormai troppo lungo. Un  inverno da vivere quotidianamente in trincea .

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Responses

  1. Forse è un Off Topic, però spiega come qualcuno e’ ancora attento alla “questione morale”

    Antonio Di Pietro è stato interrogato per più di tre ore davanti ai pubblici ministeri che indagano sugli appalti a Napoli, nella sede della procura al Centro Direzionale del capoluogo partenopeo.
    L’ex magistrato del pool di Mani Pulite ha chiarito la questione della fuga di notizie che ha caratterizzato la prima fase delle indagini e, indirettamente, la vicenda emersa dalle intercettazioni telefoniche dei rapporti tra il figlio Cristiano, consigliere provinciale dell’Italia dei Valori di Campobasso, da ieri anche lui indagato, e l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise Mario Mautone.

    Antonio Di Pietro avrebbe convinto i pubblici ministeri, documenti alla mano, che non fu una fuga di notizie sulle indagini in corso a determinare il trasferimento a Roma, all’epoca in cui era ministro alle Infrastrutture, dell’ingegner Mautone. Al termine dell’interrogatorio è lo stesso ex magistrato a commentare il coinvolgimento del figlio nell’inchiesta: «Ho chiesto alla procura di indagare, e la procura doverosamente dovrà indagare, senza alcun riguardo per nessuno. Non vogliamo che ci sia alcuna riserva nei confronti di parenti e figli compresi ed esponenti di partito», ha concluso.


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